“La Strada Non Presa”, Robert Frost. Il coraggio di scegliere le “strade” da percorrere nella vita.

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Questa sera sono in vena di poesia…
THE ROAD NOT TAKEN, di R. Frost. Prima di inserire il testo in inglese (la poesia in italiano verrà inserita dopo l’originale in inglese), una breve introduzione e considerazione:
Quante volte nella vita ci troviamo nella situazione di dover scegliere, scegliere una “strada” che determinerà un aspetto della nostra esistenza.
Scegliere non è facile (ne so qualcosa :S), come non è facile avere prospettiva del futuro…ma secondo me, se c’è un criterio di scelta che andrebbe sempre considerato, è quello della crescita umana e personale.
Sclegliamo la “strada” che ci fa crescere sotto vari aspetti, quella che ci regalerà nuove prospettive, nuove esperienze. Purtroppo non sempre quella strada sarà facile, anzi…probabilmente non lo sarà. Ma c’è qualcosa di subdolo nelle scorciatoie, che vanno tanto di moda oggi…un vuoto che priva della consapevolezza di noi stessi, unica chiave che ci permette di guardare il mondo e la realtà nella loro profondità, e di essere persone spiritualmente infinite.

Quanti progetti, quanti sogni e percorsi vengono scartati semplicemente perchè la strada per raggiungerli ci sembra troppo lunga e tortuosa? Io lo so bene…sono sempre stato uno di quelli che le strade lunghe e tortuose le lasciava perdere già in partenza. Ma è anche vero che con il tempo ne ho pagato le conseguenze, percependo ogni giorno un senso di vuoto e alienazione…smarrimento. Solo ultimamente, insomma, ho compreso l’importanza di non trascurare la mia vera natura e ciò che essa pretende da me. Pretende che la realizzi, o per lo meno che faccia il possibile per farlo.

Abbiamo ogni giorno tante opportunità, tante strade da percorrere, spesso non le vediamo nemmeno ma ci sono. Prendiamole seriamente, scegliamole non solo per la loro comodità ma anche per ciò che ci riservano in termini di realizzazione, crescita, insegnamento. Lo dobbiamo a noi stessi.

Two roads diverged in a yellow wood,
And sorry I could not travel both
And be one traveler, long I stood
And looked down one as far as I could
To where it bent in the undergrowth;

Then took the other, as just as fair
And having perhaps the better claim,
Because it was grassy and wanted wear;
Though as for that, the passing there
Had worn them really about the same,

And both that morning equally lay
In leaves no step had trodden black
Oh, I kept the first for another day!
Yet knowing how way leads on to way,
I doubted if I should ever come back.

I shall be telling this with a sigh
Somewhere ages and ages hence:
Two roads diverged in a wood, and I
I took the one less traveled by,
And that has made all the difference.

TRADUZIONE:

Due strade divergevano in un bosco giallo
e purtroppo non potevo percorrerle entrambe,
ed essendo un viaggiatore solo, rimasi a lungo
a guardarne una fino a che potei,
nel punto in cui svoltava nel sottobosco.

Poi presi l’altra, perché era altrettanto bella,
e aveva forse l’aspetto migliore,
perché era erbosa e meno consumata;
Sebbene il passaggio le avesse rese
davvero simili,

Ed entrambe quella mattina giacevano lì uguali
con foglie che nessun passo aveva annerito.
Oh, misi da parte la prima per un altro giorno!
Pur sapendo come una strada porti ad un’altra,
dubitavo se mai sarei tornato indietro.

Racconterò questo con un sospiro,
da qualche parte secoli e secoli da qui:
due strade divergevano in un bosco, e io –
io presi la meno percorsa,
e questo ha fatto tutta la differenza.

-Dan-

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