Il nuovo anno che non c’è

Photo by (c)  Nonmiricordochi (Daniele T.)
Photo by (c) Nonmiricordochi (Daniele T.)

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera
Presa in un giro
immortale

G. UNGARETTI, “SERENO”

Vorrei farvi subito gli auguri per questo anno che sta per finire e per quello che sta per iniziare. Non credo molto al “anno nuovo vita nuova”, forse perché non credo che i cambiamenti e i percorsi che scegliamo per noi possano essere motivati semplicemente da un anno nuovo che inizia.
“Farò, penserò, prometto, mi impegnerò” sono promesse che facciamo a noi stessi e non a un nuovo anno che inizia.

Se bastasse un nuovo anno per mantenere fede ai nostri patti con noi stessi, probabilmente avremmo raggiunto gran parte dei nostri obiettivi, probabilmente avremmo migliorato noi stessi, avremmo iniziato nuovi percorsi.
Invece in questo giorno tanto speciale quanto normale, prevale la romantica idea che davvero la vita cambi semplicemente passando da un numero al successivo (in fondo capodanno non è altro che questo), semplicemente stilando una lista di propositi…ignorando completamente che non siamo in grado nemmeno di portare a termine ciò che ci prefissiamo per il giorno dopo.

L’errore più grande però è dare potere al tempo, dare potere a ciò che è esterno a noi: “se il tempo lo concederà, se il tempo sarà favorevole, se mi sarà concesso, se me lo permetteranno” e altre frasi del genere. È a noi stessi che dobbiamo dare potere…il tempo di per sé non cambia le cose e non cambia noi, siamo noi a cambiare NEL tempo ma solo se ce lo concediamo, se ne abbiamo il coraggio. Molte persone vivono situazioni sempre diverse ma rimangono perennemente le stesse. Non si aprono al cambiamento e agli insegnamenti che esso comporta, credono o alla loro stessa legge o a quella dettata dagli altri, dalla famiglia, dagli amici, dalle persone estranee.
Ci si arrabbia qundo non si riesce a portare avanti un progetto, un percorso, un cammino…e non ci si rende conto che non è colpa della sfortuna, degli altri e nemmeno di noi stessi: semplicemente non siamo abbastanza consapevoli di ciò che siamo e che sentiamo nel profondo: che magari non siamo pronti, non abbiamo giuste motivazioni, che non abbiamo idee chiare o una base emotiva solida. Di conseguenza perdiamo la fiducia…ci rattristiamo e, oltre a non comunicare più con noi stessi non comunichiamo più con l’universo, con l’energia che ci circonda e di cui FACCIAMO PARTE.

Ogni cosa matura nel suo tempo, senza badare ad anni che finiscono e anni che iniziano, questa è la grande verità da accettare, questa è la vera consapevolezza che ci manca, che non ci concediamo, che non vogliamo nemmeno considerare.

Io sono piuttosto giovane, ma ho sofferto molto per alcuni percorsi che avrei voluto iniziare e che non ho iniziato per anni, soffrendo. Oggi posso dire di aver sbloccato questa situazione, ma solo ed esclusivamente perchè IO sono cambiato, non i problemi che ho. Quelli li ho ancora tuttitutti…e pensare che davo la colpa a loro! E invece no…ero io. Il bello è che ho capito davvero che ogni cosa avviene al giusto tempo, quando ci sono i presupposti adatti.
Ora me ne rendo conto, non sarebbe potuto esserci momento migliore di questo per iniziare i percorsi che tanto desideravo, perché ho subito dei cambiamenti che erano necessari.

Qualsiasi sia l’energia che orchestra l’universo e che ci pervade, essa ci porta mano per mano dove vogliamo ma non quando vogliamo. E ha ragione a non assecondarci. Spesso nemmeno noi sappiamo quale sia la via più giusta, il tempo giusto, ma c’è sempre chi ci assiste.
Dobbiamo solo ricordarci che facciamo parte di quel “giro immortale” di cui parla Ungaretti, riconquistarne la consapevolezza. Ricollegarci a quel flusso. Siamo esseri infiniti in un mondo finito, per evolverci e crescere quanto più possibile.

Impariamo a guardare il cielo e a vedere le stesse anche quando piove, solo così le nubi spariranno e respireremo il “fresco che ci lascia il colore del cielo”.

Spero che il nuovo anno regali a tutti noi tanti nuovi motivi per ringraziare, non tanto le cose ma le persone, per quello che volontariamente o meno ci regalano.

Ora mi riconosco anch’io parte di quel “giro immortale”.

Spero che questi auguri così strani vi piacciano e possano essere un punto di vista utile 🙂

Se vi piacciono vi invito a condividerli e magari a scambiare le vostre impressioni.

Un abbraccio, Nonmiricordochi (Daniele)

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2 pensieri riguardo “Il nuovo anno che non c’è”

  1. gli auguri più belli e consapevoli che abbia mai ricevuto.
    bravo Daniele!
    Continua così che mi pare(nel mio piccolo) che tu vada nella giusta direzione.
    le tue parole mi hanno fatto bene. Come sempre fanno bene le parole sagge… Credo…

    Auguri!

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