Trattamento Reiki dei 5 organi

Schema riassuntivo degli elementi naturali e relative corrispondenze organiche, emotive, sensitive. I cicli di distruzione sono appunto cicli alterati dei bioritmi, che favoriscono la malattia fisica. Immagine tratta da repertorio Google Images.
Schema riassuntivo degli elementi naturali e relative corrispondenze organiche, emotive, sensitive.
I cicli di distruzione sono appunto cicli alterati dei bioritmi, che favoriscono la malattia fisica.
Immagine tratta da repertorio Google Images.

Il trattamento reiki dei 5 organi è utile ad armonizzare ed equilibrare i 5 organi che più di altri risentono della pressione emotiva e dello stress, manifestando malessere e disagio. Riporta in equilibrio i 5 elementi naturali che governano la funzionalità dell’organismo.

È un trattamento che normalmente l’operatore Reiki esercita al richiedente, ma io ho voluto provarlo su di me sotto forma di auto-trattamento alternativo a quello classico…e ne sono rimasto davvero soddisfatto, mi ha “liberato” emotivamente facendo emergere uno stato piacevole di serenità. Ad ogni organo trattato corrispondono emozioni e disagi respressi, che potrebbero riaffiorare durante il trattamento per poi dissolversi.

Ogni operatore Reiki sa riconoscere e sentire quale trattamento sia più consono alle esigenze energetiche di chi riceve, e quali parti e punti necessitano di una maggior attenzione. Per questo i vari tipi di trattamento non costituiscono schemi fissi inviolabili, ma linee guida che vanno poi ad adeguarsi alle esigenze del ricevente.

La spiegazione di questo trattamento l’ho tratta e ricopiata fedelmente dauno dei libri più belli ed esaustivi sul Reiki: “Il Grande Manuale Del Reiki: origine, filosofia, tecnica, applicazioni.” di U. Carmignani, A. Magnosi, S. Oggioni.

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Si procede nell’ordine indicato:

– centratura del cuore
– accarezzamento dell’aura
– reni -> polmoni -> fegato -> milza e pancreas -> cuore
– accarezzamento di chiusura

RENI: LE ACQUE SI PLACANO
La posizione sui reni dona un grande senso di protezione, tenerezza, tranquillità. Possono emergere sentimenti di paura, ansia, fobie; le contratture lombari si rilassano, l’equilibrio omeostatico dei fluidi corporei si risana e il processo di eliminazione delle urine si equilibra.
Migliorano i processi eliminatori delle tossine.

POLMONI: L’ARIA SI RINNOVA
La posizione sui polmoni purifica e libera le vie respiratorie, equilibra e regola il ritmo respiratorio, può mettere in contatto con sentimenti di costrizione al petto, di oppressione, di soffocamento, di pesantezza al cuore: punti di partenza per incontrare la libertà, l’autonomia, il coraggio delle proprie azioni e riconoscere l’espansione delle proprie ali.

FEGATO: IL MAGO E IL SAGGIO
La posizione sul fegato regola le funzioni epatiche, ci mette in contatto con la parte destra del corpo che è connessa al maschile, all’azione, al sole, allo Yang.
La posizione dà energia al processo di trasformazione della rabbia in comprensione e saggezza. La volontà si rafforza, un’alchimia si compie.
Possono emergere sentimenti di collera repressa, di aggressività controllata.

MILZA E PANCREAS: L’APERTURA E LA DISPONIBILITÀ
La posizione sulla milza rafforza il sistema immunitario, rilassa le tensioni ombelicali, è in relazione con l’apparato riproduttivo. Ci mette in contatto con la parte sinistra del corpo che è connessa al femminile, allo Yin, all’accoglienza, all’apertura e alla disponibilità.
Preoccupazione, sentimenti di chiusura, tendenza a isolarsi possono emergere e dissolversi.

CUORE: LA QUIETE DOPO LA TEMPESTA
La posizione sul cuore termina il Trattamento dei Cinque Organi, è il ritorno al centro della propria intima essenza, è l’equilibrio degli opposti, la risoluzione dei conflitti, la riscoperta dell’autenticità.
È particolarmente indicata in casi di aritmia, ipertensione e tachicardia; migliora la termoregolazione, rilassa le contratture dorsali, dona stabilità emotiva e sostiene nell’affrontare le ritmiche e alterne vicende della vita.

Da “Il Grande Manuale Del Reiki: origine, filosofia, tecnica, applicazioni.”

Come sempre se trovate l’articolo gradevole vi invito a condividerlo e ad esprimere le vostre impressioni/opinioni/domande.
Un grande abbraccio, buona vita 🙂

Nonmiricordochi (Daniele)

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Il sonno degli amanti

Il sonno degli amanti, di Paul Schneggenburger.
Il sonno degli amanti, di Paul Schneggenburger.

[…] “Forse è già
domani,
e questo è solo un sogno
e non è stato male;

Se lo vuoi, rimani
e troveremo un senso a noi che
non cambiamo più

Silenzi per cena, conoscersi, lasciarsi le mani
non è questo che ci spetta
né buone idee, né baci per strada
adesso e qui
nostalgico presente.” […]

– da “Adesso e qui (nostalgico presente). Di Caccamo, Pacifico, M. Ayane

IMMAGINE: Il sonno degli amanti, Paul Schneggenburger

I PRIMI FIORI DI FINE INVERNO-INIZIO PRIMAVERA, SCOPRIAMOLI INSIEME!

Per fortuna che ogni anno ritorna la primavera ❤

- Percorsi Di Luce -

Ed eccoli qua, alcuni tra i primi fiori che nel tepore dei primi raggi di sole delle giornate tardo-invernali cominciano a sbocciare.
Alcuni di loro hanno notevoli proprietà terapeutiche, altri invece sono velenosi.
Scopriamo le loro caratteristiche:
Tra i fiori potenzialmente velenosi troviamo sicuramente il Bucaneve (Galanthus Nivalis) e la Campanella (Leucojum Vernum), i cui bulbi e le cui foglie contengono alcaloidi tossici.
Sempre tra i potenzialmente velenosi rientra l’Elleboro, della famiglia delle Ranuncolacee. Contiene Elleborina, un alcaloide tossico che viene facilmente assorbito anche attraverso la pelle.
Nonostante venisse impiegata nella medicina famigliare, l’Hepatica è poi risultata tossica per la presenza di alcuni composti come le saponine e la protoanemonina.

Passiamo ora alle piantine che possiedono interessanti proprietà curative.
Come non cominciare dalla Primula, fiorellino conosciuto in tutta Italia. Primula deriva dal latino “primis”, ad indicare che è il primo fiore a vedere la luce del sole invernale. È una…

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ALDA MERINI: IL PESO DI UNA CAREZZA

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Il peso di una carezza
può essere un segno d’alba,
il crisma del tuo destino,
la donna che alla fonte
dolcemente si inclina,
taglia netto il suo solco
di costante preghiera,
e così se mi appoggio
alla tua mano pura
mi si leva dentro l’alba
dentro si alza il cielo,

ma perché nell’amore
sì forte mi raggelo?

– ALDA MERINI

Alda Merini. Il nome dice già tutto. La sua poesia parla del tutto e del niente, parla di parole incomprese e incomprensibili, parla di un profondo e radicato disagio esistenziale,  a anche di quei momenti che rendono la vita gioiosa o quantomeno sopportabile. Parla della difficoltà di auto-comprendersi, e di essere compresi dagli altri. Parla di sofferenza, di amori, di storie, di passione, di mitologia con un occhio al futuro.

Questa poesia è una di quelle che apprezzo maggiormente.

Alda era una donna che nella vita di carezze ne ha avute poche, e proprio per questo ne ha saputo cogliere il senso più profondo, la loro insostituibile importanza. Ma vediamo quali parole ed espressioni della poesia ci testimoniano questo:

Il peso di una carezza
può essere un segno d’alba

Ecco…io non so se voi provate le stesse emozioni che provo io leggendo queste parole. Non sembrano poi così speciali eppure hanno un significato straordinario: l’importanza di una carezza può essere un segno, un segno potenzialmente in grado di cambiare la nostra vita, la nostra giornata. Proprio come quando al mattino vediamo un timido sole sorgere, e siamo consapevoli che ci regalerà una giornata calda, bella, luminosa; così una carezza può essere un raggio di dolcezza che entra nella nostra vita. Non si tratta di qualcosa di straordinario che ci cambia l’esistenza, ma è appunto un “segno”, una traccia, che possiamo cogliere oppure no. Ed è dalla nostra capacità di cogliere questi ” segni” che essi possono evolversi e produrre effetti tangibili nel nostro modo di vivere.

La prossimaprossima espressione che mi ha colpito è questa:

la donna che alla fonte
dolcemente si inclina

Anche queste parole potrebbero sembrare prive di significato, ma ovviamente non lo sono. Nessuna parola lo è in una poesia. Questa frase ci comunica qualcosa di straordinario: una carezza non è solo il ricevere un atto di dolcezza, di affetto, di gentilezza, ma anche VEDERE la dolcezza, l’affetto, la gentilezza. Saper scorgere questi elementi in gesti, azioni, espressioni della vita di tutti i giorni. Il solo VEDERE, OSSERVARE gesti e comportamenti apparentemente banali e tradurli in emozioni, ci dà la possibilità di accarezzare la nostra vita, di renderla speciale, e di entrare in sintonia con essa. E allo stesso tempo ci insegnerà ad osservare gli altri con occhi diversi. Occhi consapevoli che ognuno di noi esprime emozioni e stati d’animo in ogni minimo gesto.

e così se mi appoggio
alla tua mano pura
mi si leva dentro l’alba
dentro si alza il cielo

Avete presente quando un vostro conoscente, amico/a, parente ecc fa qualcosa nei vostri riguardi che vi trasmette una luce che vi cambia la giornata…può essere un’attenzione, una parola, un sorriso, un’espressione. È proprio di questo che parlano questi versi che ho citato. La mano di cui parla la Merini è una mano pura perché è una mano che offre luce tramite il suo gesto, la sua intenzione. E questa luce genera una vera e propria alba nel suo cuore, le fa riscoprire il suo cielo interiore…terso, limpido.

Ma perché nell’amore
sì forte mi raggelo?

Gli ultimi due versi della poesia sono un ritorno (e una testimonianza) del male di vivere di Alda Merini…una donna la cui vita è stata costellata da tremende frustrazioni, da un senso di non appartenenza alla realtà, dai difficili rapporti con l’amore.
Alda rimane basita da questo gesto d’amore che le ha portato luce nel cuore, ne rimane sconvolta, raggelata appunto. Ma perché? Forse perché in una vita travagliata con se stessa e gli altri, non era abituata a tali gesti. Forse perché sapeva che quel gesto avrebbe rappresentato una luce, un calore passeggeri, effimeri.

Alda Merini conosceva bene il valore e l’importanza di una semplice carezza, tanto data quanto ricevuta.

Noi lo conosciamo? Forse dovremmo rifletterci su…

A voi tutti, buona vita 🙂

Daniele Percorsi Di Luce (Nonmiricordochi) 🙂

© La copia o riproduzione di questo articolo o di una sua parte sono concesse con citazione esplicita della fonte e del Blog.

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Osho e i corpi energetici del futuro

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“Fino ad oggi la materia era affidabile, c’era certezza riguardo alla materia. Ma la parte più profonda della materia che sia stata scoperta, l’energia atomica, è molto instabile. Il suo comportamento non può essere predetto. Prima la scienza confermava la stabilità della materia, diceva che ogni cosa è precisa ed è finita.
Ora lo scienziato non ha questa pretesa perché al punto in cui è arrivata oggi la ricerca, questa certezza è molto superficiale: dove c’è instabilità è inevitabile che ci sia coscienza, altrimenti l’instabilità non potrebbe esistere. L’incertezza è parte della coscienza, la certezza è parte della materia. Siamo sicuri della materia ma mai della coscienza.
Perciò quando la scienza ha accettato l’instabilità nel comportamento della porzione più infinitesimale dell’atomo, ha anche accettato la possibilità della coscienza come ultima parte della materia. L’incertezza è la qualità della coscienza ma la materia non può essere imprevedibile: non è che il fuoco possa scegliere quando bruciare e quando no, l’acqua scegliere di scorrere nella direzione che le piace o di bollire a qualunque temperatura le venga in mente. Le funzioni della materia sono determinate ma quando entriamo in profondità nella materia troviamo che in ultimo è non determinata. Potete metterla così: se vogliamo sapere quanta gente muore a Bombay, questo è possibile. Se ci sono 10 milioni di persone, possiamo prendere il numero di morti in un anno e trovare approssimativamente quanti ne muoiono al giorno, e questo sarà quasi corretto. Se calcoliamo il tasso di mortalità mondiale la cifra sarà ancora più esatta. Ma se vogliamo sapere quando muore una persona specifica i nostri calcoli saranno molto approssimativi: più grande è la folla, più le cose diventano materiali. Più individuale è il fenomeno, più troviamo la coscienza. Infatti una singola porzione di materia è formata da milioni di atomi, perciò possiamo prevedere il suo comportamento. Ma se penetriamo nell’atomo e consideriamo l’elettrone, troviamo che è individuale: non possiamo determinarne il corso e sembra che esso decida per conto proprio. Ecco perché la scienza ha cambiato linguaggio, passando dalla certezza alla probabilità: quando la ricerca scientifica è arrivata in profondità, tutti i concetti precedenti hanno cominciato ad andare in frantumi. La ragione è perché senza saperlo, la scienza è effettivamente passata dal regno fisico al piano eterico, del quale non ha comprensione. Ha raggiunto la seconda dimensione della materia: la dimensione eterica. E questa ha le sue specifiche possibilità.” Osho Rajneesh

Ho voluto iniziare l’articolo di oggi con questa importante citazione del Maestro Illuminato Osho, che spiega in modo direi ottimale il tema centrale che vorrei trattare: i campi e soprattutto i CORPI energetici che vanno oltre la materia. Al giorno d’oggi sappiamo bene che la scienza fa molta fatica ad accettare la realtà che le si sta presentando, una realtà che va al di là di tutto ciò che la scienza stessa ha fino ad ora indagato e scoperto, ma che la tradizione e la cultura orientali già conoscevano da millenni.
Si stanno scoprendo nuove forme di materia, per la precisione nuove particelle che sembrano non rispondere a nessuna delle regole e delle leggi che governano il funzionamento e il comportamento degli atomi. Inoltre queste nuove particelle sembrano interagire in modo del tutto nuovo con ciò che le circonda e con chi le osserva. Queste particelle prendono il nome di tachioni.  Sarà questa la sfida del futuro per la scienza: scoprire queste nuove particelle e capirne il funzionamento, perché pare che da questa comprensione dipenda la scoperta di tanti altri fenomeni che vengono etichettati quasi sempre in malo modo: sto parlando di facoltà come la telepatia per esempio. Immaginate l’abissale importanza che avrebbe la scoperta scientifica di altri corpi energetici oltre a quelli fisici…sarebbe una vera rivoluzione. Per non parlare del fatto che queste scoperte potrebbero spiegare in modo definitivo i meccanismi di funzionamento di alcune terapie sottili come l’omeopatia, la pranoterapia ecc.
Osho parlava del corpo eterico, ovvero il primo corpo più denso dopo quello fisico. Ecco, per questo corpo la scienza sta già avendo qualche riscontro. Ma la scoperta più grande, ovviamente per chi non è già consapevole, sarebbe proprio la possibilità di diventare coscienti e consapevoli di questo corpo, che rimane ancora legato alla forma umana.
Il “problema” è che diventare consapevoli di questo corpo sottile significherebbe capire e comprendere la realtà della nostra esistenza sulla terra, e assumercene la completa responsabilità. Non esisterebbe più un “io” e un “tu”, ma sempre e solo un ” io”. In ogni cosa che riceviamo e che ci accade, bella o brutta che sia, troveremo sempre lo specchio di noi stessi. Tutto questo implica che l’umanità tornerebbe proprietaria della propria vita.
Ed è qui che ci dovremmo porre delle domande: chi ci governa, chi ci vende prodotti e chi ci vuole pieni di paure e preoccupazioni, sarà contento di questa svolta nell’umanità? Permetterà il diffondersi di questa nuova conoscenza? Per quanto ancora la scienza potrà negare l’esistenza di realtà che vanno oltre ciò che siamo abituati a concepire?
Domande che rimarranno senza risposta, per ora. Ma ognuno di noi deve essere ben consapevole che siamo molto più di quello che ci fanno credere: portiamo dentro di noi l’infinito dell’universo. Impariamo quindi ad essere infiniti e senza bariere, esploriamo senza stancarci mai il nostro essere più puro e profondo.

A voi tutti, il mio migliore augurio di buona vita. 🌈

Daniele Percorsi Di Luce (Nonmiricordochi) 🙂

© La copia di questo articolo o di una sua parte è concesso con citazione esplicita della fonte e del blog Percorsi Di Luce.