Pianeti e Piante: elementi viventi in perenne sintonia

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Immagine da repertorio Google Images

Nell’universo, come nella vita di tutti i giorni, il senso di separazione, diversità e distacco è solo un’illusione dell’ego: siamo tutti uniti, collegati a livello energetico. Analogamente, è illusione anche pensare che la Terra sia sì un pianeta del sistema solare, ma che non interagisca con gli altri pianeti in modo più o meno sottile con i suoi “coetanei”. Mediante un fitto scambio di influenze planetarie infatti, la Terra subisce l’influsso degli altri corpi celesti che vengono influenzati a loro volta.
Ogni pianeta, insomma, emana la sua energia caratteristica, unica e diversa da astro ad astro, che attraversa il firmamento fino a collidere con la materia che incontra.
Si sono dati vari nomi a questo tipo di “legame interplanetario”, chi parla di magnetismo e campi elettromagnetici, chi di energie sottili superiori ecc.
Ma, se ci pensiamo bene, non c’è poi nulla di cui stupirsi: non riscontriamo infatti ogni giorno gli effetti che la Luna esercita sul nostro pianeta? Molti aspetti della vita sono influenzati da essa: i contadini pianificano le semine, i tagli e le raccolte in base alle fasi lunari, i boscaioli sanno bene che la legna non andrebbe tagliata in Luna crescente, perché l’acqua e la linfa degli alberi si raccolgono nella parte alta del legno, che risulterà quindi difficile da bruciare. Anche la mente è influenzata dalla Luna: “oggi sei proprio lunatico-a” si sente dire sovente, proprio perché in effetti alcune persone sono sensibili al cambiamento delle fasi lunari.
A questo punto, considerando che una piccola massa come quella lunare può determinare tali effetti, sorge spontaneo chiedersi in cosa consista l’influsso degli altri pianeti.
Agendo sulla terra, essi agiscono anche sulla vegetazione e ne determinano alcuni aspetti, alcune particolarità. La medicina spagirica si basa proprio su questo: usa gli estratti delle piante raccolte quando la loro concentrazione di energia cosmica è ai massimi livelli (per dirla in modo molto semplificato).
Come dicevo precedentemente, ogni corpo celeste esercita una sua “energia” caratteristica e quindi, in un certo senso, ognuno di essi ha un suo “carattere”.
In questo articolo mi cimenterò nella descrizione dei sette principali pianeti principali, in relazione al loro legame energetico con le piante.

Il Sole

Rappresenta prima di tutto il principio maschile, la figura paterna o l’autorità che la sostituisce.
Riassume in sé l’essenza globale dell’individuo, i suoi obiettivi e i modi di far crescere ed evolvere in modo ottimale la propria personalità: non a caso simboleggia sia il percorso che la meta, tanto spirituale quanto materiale, che una persona sente di prefiggersi.
La sua forza sotto forma di calore e luce reca con sé significati profondi come la consapevolezza, l’ottimismo ed il coraggio, la forza vitale, la dinamicità.
Le parti del corpo corrispondenti al sole sono quelle che, analogamente, presentano le stesse caratteristiche come la forza vitale e la dinamicità: cuore, midollo, circolazione sanguigna principalmente.
Le piante influenzate da questo astro, dette “piante solari” avranno quindi proprietà cardiache, stimolanti, toniche, ricostituenti dell’energia vitale.
Un esempio? Il Rosmarino! Ci poteva essere esempio più grande ed emblematico?

La Luna

Rappresenta il lato più nascosto dell’esistenza, più profondo ed intimo: i sentimenti, la sfera emotiva, l’istinto, l’inconscio e l’ambiente famigliare che veicola il bisogno di protezione e sicurezza.
Le manifestazioni incostanti sono espressione del carattere ciclico della Luna, possono manifestarsi ed andarsene in ogni momento
Incarna il principio femminile (come Venere), materno e infantile.
Le parti del corpo dominate da lei dominate sono lo stomaco, il sistema linfatico, seno ed utero, sistema nervoso vegetativo e in genere quei tessuti che hanno diretta relazione con i liquidi, con la loro escrezione o secrezione.
Le piante caratteristicamente lunarie agiscono mediante l’umidità e il freddo, presentano proprietà fermentative (proteggono la funzionalità del tratto intestinale e l’integrità della flora batterica), espettoranti (favoriscono la fuoriuscita di liquidi infiammatori come il catarro).
La pianta, o meglio ortaggio, che è caratterizzato dall’aspetto lunare è il Cavolo che è paragonabile alla Luna anche per forma e colore.

Mercurio

Rappresenta la ragione e le sfera intellettiva, che si concretizza in importanti aspetti come la comunicazione, la mediazione, la diplomazia, la flessibilità intellettuale.
A questo pianeta sono legati anche altri aspetti, sempre legati all’intelletto, come la voglia di sapere, il desiderio dello studio, l’espressione e la curiosità.
Viste tali caratteristiche, le parti del corpo corrispondenti a questo pianeta sono quelli legate all’espressione, all’apertura, al ragionamento: apparato respiratorio, sistema nervoso e centro della parola.
L’azione delle piante dominate da questo pianeta si rivelerà quindi di tipo bronchiale, polmonare e cefalica (cioè proprietà che agiscono sulle cefalee e più generalmente sul cervello), addominale (agisce mantenendo o ripristinando l’equilibrio degli organo addominali – tratto digestivo e intestinale – ).
La pianta che ho scelto come modello mercuriale è la Lavanda, sicuramente conosciuta da tutti. Un esempio semplice delle sue potenzialità: per avere sollievo dalle cefalee e dalle emicranie è sufficiente massaggiare le tempie dolcemente con una piccola quantità di olio essenziale.

Venere

Rappresenta l’armonia, i rapporti sentimentali di coppia. Comprende inoltre la componente erotica, il desiderio di unione.
Questo pianeta è l’incarnazione della bellezza, del senso estetico.
È l’elemento femminile, insieme alla Luna, che si concretizza nella figura di donna indipendente, spiritualmente giovane.
Le parti del corpo correlate a questo pianeta sono le arterie, le zone erogene, i reni, le membrane, il sistema limbico, gli apparati sessuali interni.
Le piante in cui prevale l’influenza venusiana avranno quindi azione diuretica, contro le infiammazioni renali e a favore del corretto funzionamento degli apparati sessuali.
L’Achillea (Achillea Millefoglie) è senza dubbio una delle piante venusiane più caratteristiche, irradia e trasmette la potente energia dell’amore, rivelandosi un valido aiuto quando si viene feriti, spiritualmente e fisicamente. Viene infatti impiegata in ambito mistico per ripristinare e rimarginare le “ferite” dell’Aura.

Marte

Marte è il pianeta che, insieme al Sole, rappresenta l’elemento maschile. In questo caso però l’elemento maschile marziale sarà tendenzialmente giovane, irruento, vigoroso.
Non a caso questo pianeta è sinonimo di aggressività, esprime l’energia sessuale istintiva, la passione e il desiderio di possesso. Rappresenta quindi la forza di volontà e l’aspirazione alla conquista, le energie impiegate nel superamento e nella lotta agli ostacoli della vita.
Le parti fisiche corrispondenti sono i muscoli, gli organi sessuali esterni maschili, la bile, il sistema di termoregolazione.
Di conseguenza le piante tipicamente marziali avranno proprietà revulsive (richiamano un maggior afflusso di sangue negli tessuti più superficiali della pelle), risolventi (contribuiscono a migliorare le condizioni di un determinato contesto), stimolanti e toniche, vescicanti (questa proprietà consiste nell’irritazione di una zona corporea superficiale, in cui a causa dell’irritazione stessa si verifica un aumento della circolazione sanguigna locale).
L’esempio perfetto di pianta marziale è il Biancospino, che era ritenuto capace di modulare in modo ottimale e di trattenere l’energia della vita.
Si riteneva, e ancora si ritiene, che questa pianta potesse dissolvere i blocchi energetici ed emotivi, e di rendere consapevoli dei propri limiti mentali.
A livello fisiologico è un ottimo cardiotonico, regolarizza cioè la circolazione sanguigna e i battiti cardiaci.
Interviene sulla pressione stabilizzandola sia quando è troppo bassa che quando è troppo alta e agisce negli spasmi nervoso, contro l’insonnia e i disturbi ansiosi.

Giove

Rappresenta un po’ tutto ciò che è “elevato”: la fiducia, la fede, i valori e gli ideali patrimonio di ogni persona.
Incarna quindi tutte le energie di stimolazione e crescita personale, il benessere e la buona sorte.
La parole chiave di Giove sono fede, ottimismo, giustizia, speranza, moralità.
A livello fisiologico le corrispondenze sono: fegato, riserve di grasso e i processi di riproduzione e rinnovamento cellulare.
Di conseguenza le proprietà delle piante dominate da Giove avranno proprietà regolatrici delle funzioni organiche, calmanti degli spasmi (soprattutto dell’apparato digerente), emollienti e balsamiche.
È la Salvia la “regina” delle piante gioviali, e il suo nome dice già tutto: deriva dal latino “salvus”, cioè “sano, salvo”, quindi sarebbe la “pianta che salva e sana”.
La Salvia è una pianta da sempre legata all’uomo, tant’è che si pensava che la bellezza e la produttività della pianta erano direttamente correlate allo stato di salute di chi la coltivava.
Così come il suo profumo purifica stanze e ambienti, allo stesso modo questo purificherà la nostra mente da pensieri negativi e non producenti.
Aiuta nelle infiammazioni delle vie urinarie aumentando delicatamente la diuresi, è tonica e favorisce la digestione, coadiuva positivamente a risolvere i problemi respiratori come bronchite e infiammazioni alla gola.

Saturno

Saturno è sicuramente uno dei pianeti più contraddittori: se da una parte rappresenta stabilità, sostegno e resistenza, dall’altra rappresenta anche l’incoerenza, i limiti che ostacolano le persone nel raggiungimento dei loro obiettivi.
Si credeva che Saturno fosse il sovrano del tempo, e quindi veicola tutt’oggi la consapevolezza che ogni cosa ha un suo “tempo” ma che tutto è destinato a finire. Rappresenta quindi i distacchi e le separazioni, l’isolamento (non necessariamente negativo).
Tutto ciò che riguarda la struttura della realtà, la forma, è in relazione con Saturno.
Ne consegue quindi che le parti del corpo analoghe a tali caratteristiche sono lo scheletro, il midollo osseo, i tessuti di sostegno, i denti, la milza e le orecchie.
Saturno influisce sulle sue piante accentuando le loro proprietà antiinfiammatorie, sedative, astringenti, coagulanti.
Le piante tipicamente saturniane saranno quindi principalmente di tipo remineralizzante: l’Equiseto è una di queste: ricchissimo di silice organico e di minerali, coadiuva la riparazione di fratture, gli stati osteopatici, le carenze di minerali e oligoelementi. È anche un buon diuretico e coadiuva quindi alla risoluzione dei disturbi urinari in genere.

Spero di essere stato piuttosto chiaro ed esaustivo 🙂

Come sempre, qualora il post sia di vostro gradimento vi invito a condividerlo e a rimanere aggiornati anche sulla pagina facebook di PERCORSI DI LUCE.

Buona serata e…buona vita! 🙂

Riproduzione e copia consentita CON CITAZIONE DELLA FONTE.

Quando la Natura entra nell’anima…

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Quando la Natura entra nell’anima…capisci che non è solo Natura. Capisci che è vivente non solo ad un livello fisiologico, ma energetico…è viva a livello di coscienza.
E quando si parla di coscienza, non ci sono mai limiti, mai separazioni. La mia coscienza (intesa come coscienza dell’essere) è la tua coscienza, la coscienza del pianeta è in me e io in essa, ed è nella coscienza universale come la coscienza universale è in me.
Non c’è separazione…questo è il grande segreto che l’umanità non comprende. La separazione è illusione, ego.

Quando siamo nella Natura, essa ci avvolge, ci comunica…perché è in noi, È NOI. Come potrebbe mai suscitare emozioni così profonde e ancestrali se così non fosse? È una consapevolezza molto radicata nelle popolazioni aborigene, nella tradizione sciamanica.

Senza spingersi verso discussioni complicate, possiamo semplicemente dire che in linea di massima tutti subiscono degli effetti dal contatto con essa, ad un livello variabilmente intimo e profondo.

William Wordsworth è uno dei poeti più famosi del romanticismo inglese, romanticismo che tra i suoi temi vantava proprio quello del contatto con la Natura, intesa sì come realtà materiale, ma anche dotata di una parte oltre il materiale, una parte che può essere definita come l’anima per noi umani.
Wordsworth in particolare era molto sensibile…aveva un rapporto molto diretto con la Natura. Si dice che fosse sensitivo…altre fonti dicono che fosse oppiomane (ai tempi l’oppio era la droga per eccellenza).
A parer mio poco importa…se fosse la droga la causa delle sue bellissime poesie, allora oggi saremmo pieni zeppi di poeti…in erba 😀 (pessima battuta!).

Wordsworth si sente parte della Natura e allo stesso tempo se la sente dentro, per le sensazioni e le emozioni che fa sorgere nel suo cuore.

Il mio cuore freme
quando osservo un arcobaleno nel cielo

Questo verso deriva dalla poesia su cui, tra l’altro, ho imbastito la mia home page, “My Heart Leaps Up”. Ed è un piccolo esempio di come la Natura e le sue manifestazioni influiscano su di lui, interagiscano con il suo stesso essere.
Quello che lui prova per la Natura è una autentica devozione.

e mi auguro che i miei giorni
siano legati l’uno all’altro
dalla devozione alla Natura

dice nella stessa poesia.

Quello che vi porto però è un altro splendido e delicato esempio di poesia, che vi trasporterà nella sua magica dimensione dove natura e spiritualità si fondono per diventare una cosa sola. Lasciatevi avvolgere e fatevi trasportare dalle immagini che suscita…spero che abbiate la voglia di condividere con me, in seguito, ciò che pensate o ciò che avete sentito.

Giunchiglie *

Vagavo solo come una nuvola
che fluttua in alto su valli e colline
quando d’un tratto vidi una folla
un esercito di dorate giunchiglie;
presso il lago, sotto gli alberi
ondeggianti e danzanti nel vento.

Continue come stelle che splendono
e brillano nella Via Lattea
si stendevano in linea infinita
lungo il margine di una baia
Diecimila ne vidi in uno sguardo
scuotere il capo in vivace danza.

Le onde lì accanto danzavano; ma queste
superavano in gaiezza le onde splendenti:
Un poeta non può che gioire
in sì gioconda compagnia:
Guardavo – guardavo – ma non pensavo
alla ricchezza che tal vista mi aveva dato:

Poiché spesso, quando giaccio sul sofà
d’umore pensoso o indolente
esse brillano su quell’occhio interiore
che è la gioia della solitudine
ed ecco, il mio cuore di gioia si empie
e danza insieme alle giunchiglie.

* “Giunchiglie” è un termine generico che si riferisce a una grande varietà di fiori molto comuni che crescono in primavera (vedi foto). In italiano il nome più adatto è Narciso, che si riferisce in modo specifico ai fiori presenti in foto e a cui si riferiva il poeta stesso.

Testo in lingua originale inglese:

Daffodils

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed — and gazed — but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

Mi auguro con tutto il cuore che vi sia piaciuta la poesia e l’articolo 🙂
Come sempre vi invito a condividere con me le vostre impressioni se ne avete voglia.

Buona serata e buona vita 🙂
Nonmiricordochi (Daniele T.)

Testo riproducibile con citazione della fonte, eccetto le poesie e l’immagine che non mi appartengono e sono quindi riproducibili senza vincoli.

Le persone cambiano l’amore, forse in peggio.

Matite – http://wp.me/s4MdBm-matite

È bello questo articolo (seguite link sopra), perché offre tanti spunti di riflessione.
Io la penso così:

LE PERSONE CAMBIANO L’AMORE, FORSE IN PEGGIO.
Lo cambiano con vagonate di stupide e fantasiose aspettative, rinchiudendolo in concetti mentali e attribuendogli delle regole, delle condizioni, dei paletti…dei recinti.
Ma i recinti vanno bene per le pecore. Anche per quelle innamorate.
Ma per l’amore proprio no.

E voi, che ne pensate?

Buona serata e buona vita 🙂
Nonmiricordochi (Daniele T.)

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Citando Osho: Riflessioni Pasquali

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“La mente scaturisce dal passato. La consapevolezza non è mai frutto del passato: nasce sempre da questo momento. La mente è tempo, la consapevolezza eternità.
La mente si muove da un momento all’altro, su un piano orizzontale. È simile a un treno: passato e futuro sono come vagoni in fila su un piano orizzontale.
La consapevolezza è verticale: non proviene dal passato e non va nel futuro. In questo momento si tuffa verticalmente nell’abisso o si innalza verticalmente alle vette.

Questo è il significato del Cristo sulla croce, che i cristiani hanno frainteso totalmente: la croce non è altro che un’immagine, un simbolo dell’incontro tra due linee: verticale e orizzontale.
Le mani di Cristo sono aperte sull’orizzontale.
Tutto il suo Essere, eccetto le mani, è disposto sulla verticale. Cosa significa? Vuol dire che l’azione avviene nel tempo, mentre l’essere è al di là di esso. Le mani simboleggiano l’azione: Gesù è crocifisso con le mani sulla linea orizzontale, nel tempo.

L’azione avviene nel tempo. Il pensiero è un’azione, un’azione della mente; anche quella avviene nel tempo. Sarà bene ricordare che le mani sono la parte più esterna del cervello. La mente e le mani sono una cosa sola; la testa è unita alle mani. La tua testa ha due emisferi: quello destro è collegato alla mano sinistra, quello sinistro alla mano destra.
Le mani sono i prolungamenti della mente nel mondo, le estensioni della mente nella materia, perché la mente è anche una forma sottile di materia.
Tutte le azioni, fisiche o mentali, avvengono nel tempo.

Il tuo essere è verticale. Scende negli abissi o si innalza nelle vette, ma non si sposta di lato.
Quando giudichi una cosa, per esempio, sei sempre più identificato con l’orizzontale; come puoi giudicare, altrimenti? Per giudicare, è necessario il passato; o forse tu sei in grado di giudicare qualcosa senza chiamare in causa il passato? Come faresti, da dove ricaveresti i criteri?

Quando non chiami in causa il passato, verrà alla luce una bellezza di qualità completamente diversa. Non sarà un tuo giudizio, non verrà dalla tua mente; non sarà qualcosa di imposto né sarà un’interpretazione.
Semplicemente, sarà una “partecipazione” a ciò che guardi qui ed ora, una partecipazione profonda al suo mistero, a questa cosa o persona o situazione nel presente. In quel momento la persona non è né bella né brutta; tutti i giudizi sono scomparsi.
Al loro posto c’è un mistero ignoto, senza nome e al di là del giudizio…e solo in quel momento, al di là del giudizio, sboccia l’amore.
L’amore non è possibile in presenza della mente.

Quando guardi una persona e partecipi senza giudizio – bella o brutta, buona o cattiva, santa o peccatrice – , quando non giudichi, ma semplicemente guardi nei suoi occhi senza giudizio, all’improvviso avviene un incontro, una fusione delle energie. Questa fusione è bellissima, di una bellezza totalmente diversa da tutte quelle che hai conosciuto. Tu hai conosciuto la bellezza della forma, questa è la bellezza del senza forma; hai conosciuto la bellezza del corpo, questa è la bellezza dell’anima; hai conosciuto la bellezza della periferia, questa è la bellezza del centro. Questa è bellezza immortale.

Questo è il significato della croce di Gesù: è una morte. Passare dall’orizzontale al verticale è la morte, la morte autentica. Ma è morte solo da un lato della medaglia; dall’altro, è resurrezione. È morire per rinascere; morire in una dimensione per rinascere in un’altra. In orizzontale sei Gesù, in verticale diventi il Cristo.

Ricorda queste parole: sulla linea orizzontale ti muovi spinto dai motivi. Devi raggiungere, ottenere qualcosa: soldi, prestigio, potere, in ogni caso esiste una motivazione. Un movimento dettato da motivi sottintende sonno.
Un movimento libero da motivi vuol dire consapevolezza. Ti muovi perché muoversi è pura gioia, perché il movimento è vita; ti muovi perché la vita è energia e l’energia è movimento.
Ti muovi perché l’energia è piacere, delizia, non per altri motivi. Il tuo movimento non ha scopo, non stai inseguendo alcun risultato. In realtà, non stai andando da nessuna parte, non ti stai muovendo affatto. Ti stai semplicemente godendo l’energia.”

– Tratto da “Liberi Di Essere”, Osho, Edizioni Mondadori

Di solito inserisco sempre un mio commento, una mia interpretazione alle citazioni che condivido. Questa volta però non lo farò…l’istinto mi dice di proporvi queste parole e di lasciare fluire a voi liberamente, perché facciano nascere qualcosa…
Mi farebbe piacere sapere se questo accade e cosa ne pensate…ma per esperienza so che nessuno si prenderà la briga di commentare descrivendo le proprie sensazioni 😛

Non mi resta che augurarvi buone feste e buona vita cari lettori/lettrici 🙂

Nonmiricordochi (Daniele T.)