L’attimo che aspetto (i luoghi hanno un’ “anima”)

S. Francesco, Val d’Arzino, F.V.G. Foto (c) Daniele T.
È l’attimo in cui il sole tinge d’oro le cime dei monti quello che aspetto più di ogni altro.

È una luce che non crea bellezza ma la esalta.

In quel momento anche il mio spirito diventa dorato e risplende con loro.

Perché non c’è un dentro ed un fuori, ma c’è uno spazio aperto e selvaggio, esterno a ogni nostra concezione, che accomuna e unifica tutto ciò che è.

Penso sia per questo che non possa esserci nulla, là fuori, che nel manifestarsi non riguardi ognuno di noi.

Luci, ombre, tempeste, albe, tramonti, paesaggi, calamità… siamo ognuna di queste e altre cose che vediamo succedersi nel palcoscenico di questa grande Madre, ma con modalità di espressione diverse.

E osservarle, contemplarle, è come specchiarsi e guardare in faccia il PROPRIO dolore, la propria rabbia, la propria bellezza, la propria unicità.

È l’attimo in cui il sole tinge d’oro le cime dei monti quello che aspetto più di ogni altro.

Splendere in buona compagnia è un valore aggiunto.

Daniele T. 🙏🏻😊

Foto e testo di (c) Daniele T. , Percorsi Di Luce.

Chirurgia: la medicina naturale in sostegno del paziente 

La stesura di questo articolo non poteva vedere la luce in un momento più adatto visto che tra pochi giorni dovrò affrontare proprio un piccolo intervento chirurgico 😂

Che si tratti di piccola o grande chirurgia, a tutti capita di finire “sotto i ferri” almeno una volta nella vita, ed è importante essere consapevoli di ciò che un intervento chirurgico comporta, tanto sul piano fisico quanto sul piano psicologico ed energetico. 
In particolare questi ultimi due aspetti sono purtroppo estremamente sottovalutati. 

Abbiamo bisogno di considerare anche la chirurgia in un contesto olistico e multidimensionale, in cui ogni sfera coinvolta abbia una sua importanza.

Altrettanto importante è l’approccio pratico nell’affrontare questi eventi: ad oggi si ha la tendenza a focalizzarsi principalmente sul “durante” e il “dopo” la pratica chirurgica, con la somministrazione dei dovuti farmaci e delle procedure riabilitative più opportune; ma troppo spesso si trascura completamente il “prima”, cioè come il paziente dovrebbe prepararsi alla sua operazione in modo da affrontare più serenamente la stessa, e migliorarne nettamente il decorso post-operatorio.

Tutto questo comporta l’agire in modo sano e rispettoso del nostro corpo, della nostra energia e della nostra psiche, in modo dolce, naturale ed equilibrato, ricordandoci che il nostro corpo ha una straordinaria capacità di autoriparazione che andrebbe sostenuta e stimolata, ma sempre con delicatezza.
In queste righe cercherò proprio di dare una connotazione olistica all’argomento e di trasmettervi delle indicazioni generali e degli spunti di riflessione da tenere a portata di mano nel caso in cui ci si ritrovi a dover affrontare interventi, siano essi piccoli interventi di routine o di maggior entità. 
Fitoterapia, Omeopatia, Nutrizione Olistica e altre medicine complementari ci verranno in aiuto nell’affrontare queste eventualità.

Partiamo da una considerazione piuttosto semplice ma tutt’altro che scontata: COSA COMPORTA UN INTERVENTO CHIRURGICO?

A prescindere dalla sua entità e dalla parte del corpo coinvolta, ogni intervento chirurgico è un evento traumatico dei tessuti interessati ma ancor prima a livello psicologico. Si pensa ad un trauma come ad una botta o un colpo accidentale che genera un ematoma, in realtà qualsiasi lesione dei tessuti, sia programmata e pianificata che accidentale, è a tutti gli effetti un trauma. 

I tessuti coinvolti vengono traumatizzati e sin dal primo secondo il nostro corpo reagisce con una serie di reazioni di riparazione e di difesa:

  •  Il nostro sistema immunitario si attiva istantaneamente, vengono infatti richiamati nella ferita i globuli bianchi affinché eliminino batteri e altri patogeni. 
  •  Vengono richiamate nella zona colpita anche le piastrine, deputate all’arresto della fuoriuscita di sangue.

La reazione più importante, però, è quella infiammatoria, poiché è propedeutica a tutte le altre.

L’infiammazione, contrariamente a quanto si pensa, è una reazione del tutto naturale e soprattutto ha una sua utilità. 

Nella zona interessata viene aumentato il flusso di sangue affinché si scaldi e i vasi sanguigni possano dilatarsi, facilitando quindi l’afflusso di piastrine e globuli bianchi. Inoltre il calore generato ha una funzione difensiva, proprio come la febbre.

È molto importante quindi agire in modo preventivo per contenere il trauma e ridurlo ai minimi termini. Questo comporterà, nel post-operatorio, meno dolore, meno gonfiore, minor rischio di emorragie ed infezioni e una ripresa generale rapida.

Ecco cosa possiamo utilizzare preventivamente per minimizzare il trauma fisiologico:

  •  ARNICA MONTANA 200CH, una dose un paio d’ore prima dell’intervento. Arnica è un rimedio che non ha davvero bisogno di presentazioni, è la regina dei traumi fisici e psichici. È un rimedio omeopatico importantissimo in prevenzione: contiene l’infiammazione, riduce il rischio di infezioni e limita il sanguinamento. Si assume alla 200CH poiché supporti il paziente anche a livello psicologico, confortandolo.
  •  HYPERICUM PERFORATUM 30CH, una dose 2-3 ore prima dell’intervento: è il rimedio dei tagli e dei traumi che coinvolgono zone riccamente innervate (denti, labbra, genitali, spina dorsale, tronchi nervosi ecc) e quindi molto suscettibili al dolore. La sua principale azione è quella desensibilizzante. Assunto prima dell’intervento ridurrà moltissimo i dolori una volta terminato l’effetto dell’anestesia. 
  •  PHOSPHORUS 30CH, una dose sola qualche ora prima: per coloro che tendono a perdere molto sangue e per cui le emorragie tardano ad arrestarsi
  •  RIBES NIGRUM MACERATO IDROGLICERALCOLICO: 30/50 gocce tre volte al dì, fin dal giorno prima dell’intervento. Questo è un rimedio fondamentale della gemmoterapia, una delle branche più recenti e tecnologiche della medicina naturale. È il “cortisone naturale” per eccellenza ma, a differenza del cortisone che inibisce forzatamente l’infiammazione, il Ribes Nigrum stimola le surrenali a produrre cortisolo e a limitare in modo fisiologico e dolce l’infiammazione. 
  •  FERMENTI LATTICI VIVI: in caso di terapia antibiotica vanno assunti già in anticipo per mantenere la flora intestinale in equilibrio 
  • A livello energetico possiamo farci fare o farci (per chi è operatore reiki) un autotrattamento reiki utilizzando il primo e il terzo simbolo. Riceveremo un grande sostegno energetico nel momento in cui ne avremo più bisogno.

Ci sono però anche altre reazioni che sono meno sospette e di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli, sono le reazioni a livello psicologico.
A differenza delle reazioni fisiologiche che avvengono sostanzialmente nel momento del trauma, la reazione psicologica può ,e spesso ha inizio, ancora prima del trauma, in questo caso prima dell’intervento.

Possono essere reazioni 

  • di tipo traumatico: il paziente vive l’idea dell’intervento come un evento pericoloso e dannoso, pur essendo consapevole della sua utilità 
  •  di tipo immaginativo: il paziente immagina vividamente, come in un film, la procedura chirurgica, immagina il dolore, gli strumenti utilizzati, le ferite ecc. in questo caso l’immaginazione è invalidante e sfugge al controllo del soggetto: la sua mente produce queste immagini spontaneamente
  •  di vittimismo: il paziente vive questo evento come un affronto e una profonda ingiustizia nei suoi confronti e della sua vita. Una frase rappresentativa è “cosa ho fatto per meritarmi questo?”
  •  di panico ed estrema ansietà 

Per ammortizzare l’impatto emotivo e psicologico possiamo avvalerci di alcuni rimedi:

  •  come dicevo prima, ARNICA MONTANA 200CH conforterà il paziente che dovrà sottoporsi all’operazione 
  •  PHOSPHORUS 10 000CH, una dose sola qualche ora prima: per il paziente apprensivo che immagina vividamente l’intervento, immagina complicazioni, situazioni di pericolo, il dolore. Queste immagini sfuggono spesso al suo controllo. Servirà inoltre a ridurre al minimo il sanguinamento.
  •  STAPHYSAGRIA 10 000CH, una dose qualche ora prima: il rimedio di chi vive queste situazioni come delle ingiustizie. Adatto nelle operazioni mutilanti, plastiche, amputazioni. 
  •  RESCUE REMEDY-S.O.S. REMEDY, rimedio floriterapico di Bach, 4 gocce quattro volte al giorno sotto la lingua. Assumere quando si comincia ad avvertire ansia e panico, anche un paio di giorni prima dell’intervento.
  •  COMPLESSI FITOTERAPICI DI VALERIANA, BIANCOSPINO, PASSIFLORA, MELISSA, TIGLIO, CAMOMILLA in gocce o compresse. Sono tutte piante ad azione sedativa, tranquillante e antispasmodica ma ognuna ha le sue particolarità. Ognuno somatizza l’ansia e il panico a modo suo: il Biancospino sarà indicato per coloro che vengono colpiti da agitazione e ansia accompagnate da palpitazioni e tachicardia. La Melissa e la Camomilla saranno più indicate per chi somatizza a livello gastrico con spasmi gastrointestinali e/o nausea. La Valeriana e la Passiflora sono più indicate per coloro che somatizzano con reazioni nervose e ipersensibilità.
  •  Come detto prima, uno o più trattamenti o autotrattamenti reiki rilassano e aiutano a riportare la calma nell’affrontare la procedura
  •  OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA O ARANCIO DOLCE: l’aromaterapia è uno strumento molto utile poiché agisce direttamente sui recettori neuronali deputati alla ricezione degli odori. Le essenze di Lavanda e Arancio Dolce sono quelle tranquillanti e rasserenanti per eccellenza. Si può versarne due/tre gocce su un fazzolettino e inalarne profondamente l’aroma. In alternativa versarne due gocce sui polsi, strofinarli l’uno contro l’altro e massaggiare anche le tempie respirando profondamente. L’essenza va respirata quanto più possibile facendo attenzione a non irritare la mucosa nasale.

Oltre a tutti questi aspetti con i relativi consigli, ci sono altri fattori da tenere in considerazione per avere una ripresa rapida.
Uno di questi, anch’esso troppo sottovalutato, è quello alimentare.

Dobbiamo essere consapevoli che a fronte di un trauma chirurgico, il nostro corpo è impegnato a livello immunitario e nella rigenerazione dei tessuti. È importante quindi non rallentare il nostro corpo e non ostacolarlo. Sarebbe opportuno quindi, per qualche giorno prima dell’operazione e fino a guarigione, limitare al minimo il consumo di:

  • latte e derivati: hanno un effetto addensante sul sistema linfatico e sulle mucose. Appesantiscono quindi il sistema linfatico e lo rallentano, facilitando la formazione di muco e materiale infetto.
  • proteine animali: è ormai noto che hanno un alto potere acidificante sulla matrice cellulare. Indeboliscono e rallentano il sistema immunitario e alimentano l’infiammazione.

Per lo stesso motivo, preferire inoltre carboidrati poco raffinati o, meglio ancora, integrali, che aiutano a ridurre i picchi glicemici.

Per quanto riguarda il post-operatorio, tutti i rimedi omeopatici di cui sopra possono essere assunti anche dopo l’intervento: per la componente fisiologica, le diluizioni da scegliere saranno la 5-7-9-15-30 CH; mentre per quella mentale/emotiva 200-1000-10000 CH.

Qualora non vi vengano prescritti antibiotici ma per una vostra sicurezza desiderate una copertura, potete avvalervi dell’estratto di semi di Pompelmo in gocce (GSE).

NOTA BENE: ogni caso ha le sue caratteristiche e ogni persona deve essere consapevole del suo stato di salute. Queste indicazioni non sono da intendersi come prescrizioni mediche né come procedure mediche. Nessuno di questi rimedi ha la pretesa di sostituire i farmaci che il vostro medico chirurgo prescrive. Rivolgetevi sempre e comunque a lui o al vostro farmacista/erborista di fiducia per quanto riguarda la posologia e il modo di somministrazione. Assicuratevi di non essere allergici o intolleranti a uno o più dei componenti/eccipienti contenuti nei rimedi.

Per qualsiasi domanda o chiarimento rimango disponibile sia qui, sia sulla messaggistica privata della pagina facebook. 
Vi saluto calorosamente 😃

Daniele T.

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