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Il tuo spazio sacro, l’origine del cambiamento

Foto di (c) Daniele Tosoni - Percorsi Di Luce

Ci sono dei momenti in cui ancora mi stupisco dell’arroganza, della supponenza e, in certi casi non così isolati, dell’odio che viene manifestato nei confronti dell’altro… tanto sui social media quanto nella vita reale.

Sembra che qualsiasi pretesto sia buono per riversare all’esterno ogni contrarietà e ogni sentimento corrosivo.

Se hai un’opinione sei insultato per quella opinione, se sostieni determinate scelte sei perseguito per quelle scelte.

Il tuo modo di essere non è mai accettabile; se fai una cosa piuttosto che un’altra sei tacciato e criticato per le motivazioni più fantasiose.

No… ve ne prego, non ditemi che è trascurabile, tanto meno che è normale.

Cosa sta succedendo dentro di noi… cosa alimenta in modo così tossico il nostro essere?

Molte, moltissime “cose”. Ma non sono queste “cose” a produrre gli effetti, ma il loro mancato riconoscimento.

Possediamo una grandissima, inestimabile intelligenza, che ha poco a che vedere con quella intellettuale, ma ha tanto a che vedere con quella esistenziale. È la CONSAPEVOLEZZA.

È facile essere vittime di questa esisteza… anzi, di questo modo di esistere, così sganciato dalla percezione di noi stessi, di ciò che si muove dentro di noi, così veloce e saturo da non permettere al nostro “motore interiore” di metabolizzare e lasciar sedimentare le nostre emozioni, i nostri vissuti, le nostre percezioni. Da non poter trasformare tutto ciò in crescita e maturazione.

Così alla fine ciò che espelliamo all’esterno è inquinamento… inquinamento emozionale ed energetico. E finisce che facciamo del male a noi stessi e agli altri.

Questi grandi spazi virtuali sono diventati un campo di battagli dove tirar fuori il peggio di sé (non che molti si sottraggano dal tirarlo fuori anche nella vita reale): sembra una banalità ma in questo spazio viene a mancare l’inibizione che in una certa misura si crea quando guardiamo una persona negli occhi. È uno spazio che fa sentire importanti tanta è la facilità con cui è possibile esprimersi e raggiungere moltissimi altri individui.

Ma c’è una linea sottile tra il diritto di esprimere un’opinione e lo sfogarsi in modo incontrollato.

E se pensiamo che siamo vicini al far diventare una professione fare l’ “hater”, o al considerarlo una moda quasi normale… beh, qualcosa non sta funzionando come dovrebbe.

Ricordiamoci che se è vero che un certo modo di esistere può essere “introdotto” subdolamente nella collettività; è altrettanto vero che tanti più individui scelgono un altro modo di vivere questa esistenza, tanto più la collettività è spinta ad adeguarsi e a cambiare il suo sistema.

Non mi stancherò MAI di ripeterlo: la consapevolezza è una scelta.

Non si nasce consapevoli, lo si diventa per scelta e in alcuni è sicuramente più insita che in altri, ma è comunque una scelta.

Se questo modo di essere non vi piace, scegliete di cambiarlo, siate i primi a cambiarlo.

La nostra centratura permetterà il cambiamento, centratura = essere nel centro per poter osservare.

Senza centratura siamo banderuole in balia di tutto ciò che ci allontana da noi stessi, senza centratura non siamo più in grado di dare un senso a ciò che siamo e a ciò che viviamo, e di tradurlo in crescita ed evoluzione.

Senza centratura non comprendiamo i nostri limiti nel sentire la bellezza di ciò e di chi è diverso da noi.

Perché se non si è in grado di specchiarsi profondamente in sé stessi, non si potrà mai essere liberi di guardare l’altro senza il filtro delle nostre stesse dinamiche.

Chi vuol intendere, intenda ☺️

Mandi biei 👋🏻

• Non desidero altro che la più pura e luminosa libertà di essere. 🙏🏻💙

Daniele Tosoni – Percorsi Di Luce

Testo e foto di (c) Daniele Tosoni – Percorsi Di Luce. La copia del testo è permessa senza modifica alcuna e con citazione esplicita della fonte.

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Il potere evolutivo delle nostre relazioni 

Foto di (c) Daniele T. – Percorsi Di Luce

Non ci sono mezze misure per dire certe cose, anche se questo vuol dire renderle poco appetibili o farle sembrare pazze.

Quindi, nel modo più semplice possibile: 

Ogni incontro nella nostra vita, banale o complesso, piacevole o spiacevole, è stato “organizzato” molto prima della sua realizzazione sul piano fisico. 

Ed è stato organizzato da noi, per noi, ma non unilateralmente. Due energie hanno deciso di incontrarsi perché ognuna di esse trae un beneficio da questo incontro. Un beneficio che potrebbe essere molto distante dall’idea che abbiamo di esso. Non sempre questo beneficio passa attraverso vissuti piacevoli. 

Che sia per imparare una lezione, che sia per far venir fuori una parte di noi o per acquisire una consapevolezza di cui siamo sprovvisti e altro ancora, tutte le persone con cui condividiamo frammenti della nostra vita le abbiamo evocate, ed esse hanno risposto al nostro richiamo come noi abbiamo risposto al loro. 

Se non siamo in grado di accedere a quelle parti di noi che hanno voluto quegli incontri, se non vogliamo aprire porte di stanze scomode, allora non avremo mai la possibilità di liberare il vero potenziale di ciò che siamo. 

E tutto continuerà a ripetersi perché ciò che non si risolve… ritorna. 

Vi accorgerete della natura delle vostre relazioni anche da questo… quelle che nascono per adempiere a uno scopo (per lo più evolutivo), si sciolgono in maniera spontanea non appena questo è stato integrato. 

Ma quelle con cui siete destinati a intraprendere un profondo scambio, resteranno attive anche dopo… e riconoscerle non è poi così difficile… 

Ciò che può semplificare e spesso rendere meno doloroso questo processo, è il semplice imparare ad essere prontamente consapevoli delle relazioni che si manifestano nella nostra vita… imparare ad ascoltarsi e soprattutto essere aperti e sinceri con sé stessi… tutto il resto viene di conseguenza. 

Come sempre l’importante è aprirsi, SENTIRE la natura energetica delle cose… PERCEPIRE…

Buona serata 😊

Daniele T. 

Foto e testo di Daniele Tosoni (Percorsi Di Luce). Copia, anche parziale, con citazione esplicita della fonte e senza modifiche alcune.

Luce…

Foto di (c) Percorsi Di Luce

Alla fine

prendo solo in giro me stesso

quando dubito di te. So benissimo che

ci sei sempre, luminosa e viva. Ma a volte

ho bisogno di credere che non sia così.

Ho bisogno di prendermela

con qualcuno o qualcosa che sembri oltre

la mia responsabilità.

In realtà… non ti perdo mai

e non ti ritrovo mai

veramente.

Perché sei sempre stata lì, lo sei e lo sarai.

E io sono un filtro chiaroscuro,

un portacandele

che disegna i tuoi riflessi

su infiniti scenari

di infinite vie.

Om gate gate paragate parasamgate bodhi swaha. Namasté ❤️

Daniele T. 😊

Foto e testo a cura di Daniele Tosoni.

Lavanda, la fresca carezza della purificazione e della consapevolezza 

Ho sempre adorato la Lavanda.

Con questa pianta ho sempre avuto una certa affinità sia per il suo aspetto sia per il suo magico odore.
L’ho coltivata nel mio giardino, la uso sotto forma di incenso, di olio essenziale e come ingrediente nelle mie tisane rilassanti.

Entrare in sintonia con le vibranti note olfattive e cromatiche di questa pianta è una esperienza totalizzante e vivificante.
Le sue proprietà sono ormai note tanto in ambito erboristico quanto in ambito esoterico e incidono su tutti i piani esistenziali: dal fisico-mentale (rilassante, calmante del sistema nervoso, delle emicranie, purificante e vitalizzante della pelle ecc), all’energetico-spirituale (purificazione energetica e stimolazione dei piani sottili).

La Lavanda per me è proprio una pianta magica… posso restare minuti e minuti a osservare il suo colore che ti avvolge, quel violetto penetrante e fresco, placido e amorevole. E il suo profumo vivo, accogliente, che accarezza l’anima e la rinfresca portando energia di rinnovamento.

È palese l’affinità di questa pianta con il centro energetico del Terzo Occhio…la pianta e il chakra sono in risonanza, hanno affinità vibrazionale. Hanno anche affinità cromatica e sappiamo bene che i colori altro non sono che frequenze.

La Lavanda è LA pianta della consapevolezza, proprio perché stimola l’attività del Terzo Occhio e quindi la nostra innata capacità di VEDERE OLTRE. Oltre il velo del tangibile, oltre ciò che appare in superficie, oltre a tutto ciò che uno si è costruito.
Le sue caratteristiche la rendono quindi affine anche al cristallo di Ametista. Il trio Terzo Occhio-Lavanda-Ametista è una combinazione sacra e di enorme risonanza.

È annoverata inoltre, nella tradizione esoterica e sciamanica, tra le piante dal potere purificante a livello vibrazionale.

Ci sono certi momenti…certi periodi…in cui il mio legame con la Lavanda si fa più forte e ne sento maggiormente il richiamo. Negli anni ho notato che questi periodi generalmente sono caratterizzati da un’energia piuttosto pesante e densa, caotica.

Da qualche settimana ho cominciato a farne un uso quasi giornaliero e questo mi ha portato ad analizzare questo momento, a mettermi in ascolto ed ascoltare cosa c’è “nell’aria”.
Questo è davvero un periodo pesante…denso e molto legato alla Terra e alle sue profondità.

I recenti terremoti hanno certamente appesantito questo momento ed è naturale. Ogni grande evento ha una grande risonanza, e se pensiamo a cosa simboleggia il terremoto nel mondo onirico possiamo intravedere una chiave di lettura di questo momento che io sento particolarmente e vedo nei miei sogni…l’inconscio si agita, grandi conflitti cozzano l’uno contro l’altro…la vera parte di noi spinge e cerca in ogni modo di farsi spazio…spinge, scalpita, frattura la nostra struttura mentale, i nostri schemi di credenze così radicati, i nostri rigidi preconcetti.

Questa parte reclama la sua voce, reclama amore, vuole liberarsi da tutto ciò che la soffoca. Quanto dolore abbiamo dentro, quanti carichi e fardelli irrisolti, spesso ignorati o sepolti credendo di averli superati.

Quante idee e convinzioni limitanti e così integrate nel nostro Io, che non vogliamo lasciare andare perché tengono in piedi parti di noi che non vogliamo far crollare.

Ci nascondiamo spesso dietro a percorsi pseudo spirituali, in un mondo fittizio fatto di luce e amore, di angeli, di carte…ma purtroppo spesso e volentieri si tratta solo di un appagamento mentale, senza alcuna trasformazione dell’essere…e così tutto si ripropone, tutto si rinnova in forme diverse. Il dolore, la tristezza, l’infelicità…

Questo è il terremoto che accade dentro di noi.

Ma questa energia così densa e profonda ha riflessi dorati. In tutto questo terremoto energetico dentro e fuori di noi, c’è una fievole luce dorata. È la luce che fa da ponte tra la materia e lo spirito, la luce del Sole, del Plesso Solare. È la luce della volontà e il suo messaggio è chiaro: è ora di mettere la nostra volontà al servizio di ciò che è superiore, al servizio di ciò che il nostro IO SUPERIORE desidera veramente. È ora di dare un senso più alto a ciò che viviamo e a ciò che ci circonda, non con l’illusione di un percorso spirituale fittizio, ma con la vera luce della consapevolezza.
Per approfondire questo aspetto di cui ho già parlato, cliccate QUI.

Eccoci quindi nuovamente al punto centrale: la consapevolezza. La suprema chiave.

Ecco che la penetrante frequenza della Lavanda ci viene in aiuto. Abbiamo bisogno di purificare e al tempo stesso di rilassarci e di renderci partecipi del flusso esistenziale.

Possiamo bruciare della Lavanda secca e usarla come incenso per purificare la nostra energia, la nostra aura e gli ambienti in cui viviamo. Mentre il fumo delicato e speziato della Lavanda ci avvolge, immaginiamo di essere immersi in un mare violetto…questo colore ci avvolge e ci attraversa. Sulla fronte sentiamo una sensazione di freschezza, come un leggero soffio che ci sfiora.

Per un effetto più intenso e più rilassante possiamo usare l’olio essenziale. Possiamo metterne una goccia sui polsi, sfregandoli uno contro l’altro per poi accarezzare l’aura con movimenti delicati e circolari dalla testa ai piedi, respirandone profondamente l’odore. In alternativa riponendo qualche goccia di O.E. in un brucia essenze per far espandere la fragranza in tutta la casa.

Se ne sentite la necessità fatelo ogni giorno: vi purificherete e amplierete la capacità di essere ricettivi alle nuove consapevolezze che siete chiamati ad acquisire.

Sperando di avervi trasmesso un messaggio utile, vi abbraccio e vi saluto calorosamente 🙂

Daniele 
Articolo e video a cura di Percorsi Di Luce (Daniele Tosoni).

La copia e la riproduzione sono consentite esclusivamente con citazione esplicita della fonte.

Quarzo Citrino: La forza dorata della Luce

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Il Quarzo Citrino incarna la luce dorata del Sole che illumina la volontà individuale e la rende manifesta nel mondo materiale.
Esso rappresenta quindi un ponte tra l’alto e il basso: stimola cioè la nostra volontà, racchiusa nel centro energetico del plesso solare, a manifestarsi nel mondo materiale rimanendo fedele alle indicazioni e alla guida del nostro Io Superiore, attraverso il centro energetico della Corona.
Giallo è infatti il colore di questo cristallo radioso come è giallo il colore caratteristico del centro energetico del plesso solare, curioso no? 🙂
Questo è secondo me un cristallo da avere sempre con sè in questi tempi così caotici, in questo preciso momento le correnti energetiche sono affini a questo cristallo.
La nostra volontà infatti si perde nella confusione e nella frenesia della vita materiale, impedendoci di manifestare ciò che la nostra saggezza interiore riconosce come percorso evolutivo e di compimento delle proprie missioni di vita. Spesso si perde il contatto con se stessi e si ha la sensazione di agire solamente per affrontare la vita e fare in modo di portarla avanti, con tutte le sue difficoltà, senza VIVERLA E GODERLA. Ci si sente confusi, persi, senza direzione.
Dentro ognuno di noi però è vibrante la voce del nostro Sè Superiore che esige qualcosa di più da noi stessi e lo vuole manifestare nel mondo esterno, offrendo a noi e agli altri l’opportunità di svelare il senso più alto di questa esistenza.
Ecco, il Quarzo Citrino ci aiuta proprio a riaffermare la nostra volontà. Una volontà conforme a ciò che proviene dal profondo. Questo permette di favorire il giusto equilibrio tra i piani spirituali e materiali, e di riscoprire la consapevolezza che materialità e spiritualità si compenetrano e sono facce della stessa medaglia. L’una non preclude di vivere appieno l’altra.
È anche il cristallo della dinamicità, del fare. Del trovare il giusto modo per affermarsi nel proprio lavoro. Aiuta la capacità di fare progetti e portarli avanti, di manifestare e quindi rendere concrete idee e progetti.
Il suo giallo splendente infonde gioia di vivere, vitalità, gioia, coraggio.
Gli organi affini a questo cristallo sono quelli propri del plesso solare quindi fegato, reni, cistifellea, stomaco su cui esercita una azione equilibrante e stimolante.
Il giallo splendente Quarzo Citrino invita a riscoprire il piacere di vivere agendo secondo ciò che vogliamo nel profondo, a illuminare la nostra via come il Sole illumina il firmamento.

Un carissimo saluto a voi tutti 🙂
Daniele T.
Pagina FB “Percorsi di Luce”

Immagine e articolo di © Percorsi di Luce. La copia di questo articolo è consentita con citazione della fonte senza modifiche alcune.

Riflessioni per una Pasqua…consapevole 

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“La mente scaturisce dal passato. La consapevolezza non è mai frutto del passato: nasce sempre da questo momento. La mente è tempo, la consapevolezza eternità.
La mente si muove da un momento all’altro, su un piano orizzontale. È simile a un treno: passato e futuro sono come vagoni in fila su un piano orizzontale.
La consapevolezza è verticale: non proviene dal passato e non va nel futuro. In questo momento si tuffa verticalmente nell’abisso o si innalza verticalmente alle vette.

Questo è il significato del Cristo sulla croce, che i cristiani hanno frainteso totalmente: la croce non è altro che un’immagine, un simbolo dell’incontro tra due linee: verticale e orizzontale.
Le mani di Cristo sono aperte sull’orizzontale.
Tutto il suo Essere, eccetto le mani, è disposto sulla verticale. Cosa significa? Vuol dire che l’azione avviene nel tempo, mentre l’essere è al di là di esso. Le mani simboleggiano l’azione: Gesù è crocifisso con le mani sulla linea orizzontale, nel tempo.

L’azione avviene nel tempo. Il pensiero è un’azione, un’azione della mente; anche quella avviene nel tempo. Sarà bene ricordare che le mani sono la parte più esterna del cervello. La mente e le mani sono una cosa sola; la testa è unita alle mani. La tua testa ha due emisferi: quello destro è collegato alla mano sinistra, quello sinistro alla mano destra.
Le mani sono i prolungamenti della mente nel mondo, le estensioni della mente nella materia, perché la mente è anche una forma sottile di materia.
Tutte le azioni, fisiche o mentali, avvengono nel tempo.

Il tuo essere è verticale. Scende negli abissi o si innalza nelle vette, ma non si sposta di lato.
Quando giudichi una cosa, per esempio, sei sempre più identificato con l’orizzontale; come puoi giudicare, altrimenti? Per giudicare, è necessario il passato; o forse tu sei in grado di giudicare qualcosa senza chiamare in causa il passato? Come faresti, da dove ricaveresti i criteri?

Quando non chiami in causa il passato, verrà alla luce una bellezza di qualità completamente diversa. Non sarà un tuo giudizio, non verrà dalla tua mente; non sarà qualcosa di imposto né sarà un’interpretazione.
Semplicemente, sarà una “partecipazione” a ciò che guardi qui ed ora, una partecipazione profonda al suo mistero, a questa cosa o persona o situazione nel presente. In quel momento la persona non è né bella né brutta; tutti i giudizi sono scomparsi.
Al loro posto c’è un mistero ignoto, senza nome e al di là del giudizio…e solo in quel momento, al di là del giudizio, sboccia l’amore.
L’amore non è possibile in presenza della mente.

Quando guardi una persona e partecipi senza giudizio – bella o brutta, buona o cattiva, santa o peccatrice – , quando non giudichi, ma semplicemente guardi nei suoi occhi senza giudizio, all’improvviso avviene un incontro, una fusione delle energie. Questa fusione è bellissima, di una bellezza totalmente diversa da tutte quelle che hai conosciuto. Tu hai conosciuto la bellezza della forma, questa è la bellezza del senza forma; hai conosciuto la bellezza del corpo, questa è la bellezza dell’anima; hai conosciuto la bellezza della periferia, questa è la bellezza del centro. Questa è bellezza immortale.

Questo è il significato della croce di Gesù: è una morte. Passare dall’orizzontale al verticale è la morte, la morte autentica. Ma è morte solo da un lato della medaglia; dall’altro, è resurrezione. È morire per rinascere; morire in una dimensione per rinascere in un’altra. In orizzontale sei Gesù, in verticale diventi il Cristo.

Ricorda queste parole: sulla linea orizzontale ti muovi spinto dai motivi. Devi raggiungere, ottenere qualcosa: soldi, prestigio, potere, in ogni caso esiste una motivazione. Un movimento dettato da motivi sottintende sonno.
Un movimento libero da motivi vuol dire consapevolezza. Ti muovi perché muoversi è pura gioia, perché il movimento è vita; ti muovi perché la vita è energia e l’energia è movimento.
Ti muovi perché l’energia è piacere, delizia, non per altri motivi. Il tuo movimento non ha scopo, non stai inseguendo alcun risultato. In realtà, non stai andando da nessuna parte, non ti stai muovendo affatto. Ti stai semplicemente godendo l’energia.”

– Estratto e copiato da Percorsi Di Luce dal libro “Liberi Di Essere”, Osho, Edizioni Mondadori

C’è tanto ancora da sapere sulla figura di Gesù, il Cristo. Molte cose ci sono state impresse come menzogna e molte altre semplicemente nascoste.
Forse non sapremo mai in modo autentico cosa abbia rappresentato la sua vita a livello storico ma anche e soprattutto a livello umano e spirituale.
Quello che possiamo dare per certo è che la chiesa e i suoi insegnamenti religiosi nulla hanno a che vedere con Gesù, con il Cristo e i suoi insegnamenti, le sue rivelazioni. Quegli insegnamenti che non ha manifestato come pura dottrina ma come atto pratico. Lui era ciò che manifestava. Non manifestava ciò che non era.
E ancora di più nella sua morte ha manifestato tutto sé stesso.
L’estratto che qui propongo dà conferma di ciò che Gesù è venuto a trasmettere. E lo ha trasmesso in modo indelebile fino al suo ultimo respiro.
Una vita nella consapevolezza e per la consapevolezza. E in quella morte è avvenuta una delle rinascite più importanti di tutti i tempi.
Perché nella consapevolezza non si muore mai…la consapevolezza non ha mai fine. È eterna.
Il simbolismo di Gesù in croce, usato dalla chiesa per ricordare all’umanità il terribile peccato di cui si è macchiata uccidendolo, usato come strumento di potere e manipolazione, è invece un simbolo che LIBERA. Che vuole SOLLEVARCI da tutto questo. Tutti questi potenti costrutti di cui l’umanità e la sua storia sono saturi.
E non c’è altra via per la liberazione…che quella della consapevolezza.

Non mi resta che augurarvi buone feste e buona vita cari 🙂 Vi abbraccio, siate Luce 🌈

Daniele Percorsi Di Luce
PAGINA FACEBOOK “PERCORSI DI LUCE”

© La copia anche parziale di questo articolo (compresa la citazione copiata personalmente da me dal libro) è consentita solo con citazione esplicita della fonte. Nessuna modifica del testo e dei contenuti è consentita.

Quando si cercano risposte… (Percorsi Di Luce)

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"Ogni scelta è una porta". Immagine da repertorio Google.

Quando si cercano risposte
Quando si desiderano ardentemente,
Le si persegue in ogni anfratto
Dentro e fuori sè stessi.

Quando si svelano
A volte offrono grandi rivelazioni
A volte danno un senso ai riflessi dell’esistenza
A volte aprono porte di destini da scoprire.

A volte sono fini a sè stesse.
Sono solo una linea di confine
tra il sapere e il non sapere.

E a volte il sapere non conta poi così tanto, se non lo si traduce
In un consapevole moto di cambiamento ed evoluzione
Di ciò che siamo
E della realtà in cui manifestiamo.

Le risposte sono solo delle chiavi
Di cui il libero arbitrio può servirsi come meglio crede.
Forse per questo non si sa mai quali porte aprono.
E quando le aprono.

– Daniele Percorsi Di Luce

Questa riflessione è il frutto di una domanda che mi sono posto…che ho posto a me stesso e all’universo.
Ho imparato nel mio percorso che elaborare razionalmente una risposta ad un quesito che ci si pone, spesso impedisce alla nostra parte più profonda e connessa con il tutto di comunicare con noi e guidarci.
Così ho smesso subito di pensare e ho aspettato che l’intuizione emergesse da dentro di me, dalla mia parte che sa.
Ma cosa mi chiedevo?
Ovviamente ha a che fare con le risposte.

Nel corso della nostra vita capita a volte che determinate circostanze esterne o interne a noi stessi, ci portano a porci degli interrogativi importanti…e può sembrarci che il senso della nostra vita dipenda dalla risposta che cerchiamo. Possiamo pensare che da essa dipendano i cambiamenti che tanto desideriamo. Ma è veramente così? Sono le risposte agli importanti quesiti che ci poniamo a cambiare la nostra vita?

Nonostante ho ricevuto grandi risposte e rivelazioni che tanto desideravo…dopo un po’ mi sono ritrovato amareggiato e deluso. Pensavo che mi avrebbero cambiato la vita. Allora ho chiesto…ho chiesto all’universo, a chiunque mi ascoltasse e a me stesso…perchè la mia vita continua ad andare ed essere così? A cosa serve ricevere rivelazioni se poi non cambia nulla? Non ci ho pensato razionalmente. Ho lasciato andare questa domanda.
Poco tempo dopo ho sentito il bisogno di scrivere. Prendo in mano carta e penna…senza sapere cosa scrivere…mi ritorna in mente la domanda che avevo fatto e comincio a scrivere di getto. Ne sono venuti questi versi…a riconferma che le risposte arrivano sempre 🙂

Alcuni di questi quesiti possono riguardare la nostra identità (chi sono?), altri il senso della nostra esistenza (perché sono qui?), altri il motivo per cui viviamo determinate tematiche (perché sto vivendo questo?), altri ancora riguardano il nostro scopo o la nostra missione (cosa devo fare? Cosa sono chiamato a fare? Qual è il mio scopo/compito/missione ecc?).

Io spesso sono stato portato a credere e sperare esattamente questo. Che le risposte  avrebbero dato la svolta alla mia vita e ai miei percorsi…quelle risposte che tanto anelavo, che mi hanno spinto a svariate esperienze nel tentativo di scoprirle.
Ora che ho ricevuto molto…molte di quelle risposte…posso dire che non è così. I tentativi (consistenti in lavori energetici ecc) che ho fatto spesso non sono stati utili anche se sicuramente avranno avuto altri benefici. Solo ultimamente ho ricevuto ciò che cercavo, quando non avevo più aspettative ma soprattutto quando si sono concretizzati quei presupposti che mi rendevano pronto a riceverle.

Le risposte hanno un grande potere, sono gocce ricolme di potenzialità ma nonostante ciò…le risposte di per sé stesse non hanno il potere di cambiare nulla: non cambiano la vita, non cambiano gli eventi, non cambiano ciò che siamo.

“A volte offrono grandi rivelazioni”: ci svelano appunto qualcosa che dovevamo sapere.
“A volte danno un senso ai riflessi dell’esistenza”: spiegano il perché di alcune tematiche e dinamiche che viviamo
“A volte aprono porte di destini da scoprire”: ci aprono il campo, cioè, a possibilità..scelte…percorsi…responsabilità.

Ma come tutte le cose che celano e offrono un gran potenziale, esse possono essere facilmente rese vane…non produttive.

E a volte il sapere non conta poi così tanto, se non lo si traduce
In un consapevole moto di cambiamento ed evoluzione
Di ciò che siamo
E della realtà in cui manifestiamo.

Proprio così. Le risposte che riceviamo e il loro potere, che l’universo attraverso molteplici vie sincroniche ci dona, devono essere volontariamente e arbitrariamente attivate. Sono un innesco che può esplodere o meno a seconda di chi le possiede.
Nulla accade passivamente… tutto richiede il nostro consenso, il nostro esserci, il nostro libero arbitrio che si manifesta come volontà di decidere.

È stato frustrante per me ricevere risposte immense…risposte che ho sempre desiderato…e constatare, un po’ di tempo dopo, che alla fine la vita è rimasta la stessa…con o senza risposte. Nessun problema viene risolto, nessun cambiamento accade magicamente. Certo, le risposte spiegano molte cose e a molte cose danno un senso. Ma alla fine siamo sempre noi…il nostro essere che semplicemente È, e che è l’unica certezza, l’unica pura condizione inscindibile dell’esistenza universale.
Riceviamo questi doni…e sono nelle nostre mani…e noi decidiamo arbitrariamente cosa e come farne. Se rendere manifesto il loro potenziale oppure no.

Le risposte sono solo delle chiavi
Di cui il libero arbitrio può servirsi come meglio crede.
Forse per questo non si sa mai quali porte aprono.
E quando le aprono.

Non è facile, spesso, gestire una risposta. A volte ci si ritrova spaesati seppur felici, ma senza sapere bene cosa esse implicano, senza sapere bene cosa fare ora che le si ha tra le mani. Senza contare che sovente una risposta richiama altre domande 😀

Non importa…non dobbiamo farci prendere dalla frenesia mentale. Riceviamo ciò che dobbiamo ricevere SEMPRE nel momento giusto. A volte dopo lunghe e sofferte attese.
Allo stesso modo nel momento giusto capiremo come far fiorire tutto il potenziale delle risposte ottenute. Senza farci prendere da pensieri che provengono dal nostro ego, dalla nostra mente. È difficile, sono io il primo a dirlo, ma dobbiamo avere fiducia. Fiducia in noi, in questo universo che ci concede tutto ciò di cui abbiamo bisogno, nel momento giusto. Quello VERAMENTE giusto, non quello che la nostra egomente vorrebbe.
Io sono un “Signor Nessuno”, non sono nessuno per dare indicazioni, per darvi procedure da seguire…per carità! Posso solo raccontarvi quello che sento e dare qualche consiglio filtrato dalla mia esperienza.

Ogni risposta è una porta, ma non sempre ci è dato subito sapere cosa vi è dietro, né troviamo sempre subito la chiave che la apre.
Ma abbiamo la certezza che ogni chiave è dentro di noi…abbiamo in noi tutto ciò di cui abbiamo bisogno.
Rimanete in ascolto, rimanete aperti, siate vigili e sensibili ai messaggi che vi arrivano da dentro e fuori di voi.

Abbiate fiducia in questo.
Vi abbraccio, Siate Luce 🙂
Daniele Percorsi Di Luce

© La copia o la riproduzione (anche parziale) di questo articolo sono consentite esclusivamente con citazione esplicita della fonte. Nessuna modifica del testo è consentita.