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L’attimo che aspetto (i luoghi hanno un’ “anima”)

S. Francesco, Val d’Arzino, F.V.G. Foto (c) Daniele T.
È l’attimo in cui il sole tinge d’oro le cime dei monti quello che aspetto più di ogni altro.

È una luce che non crea bellezza ma la esalta.

In quel momento anche il mio spirito diventa dorato e risplende con loro.

Perché non c’è un dentro ed un fuori, ma c’è uno spazio aperto e selvaggio, esterno a ogni nostra concezione, che accomuna e unifica tutto ciò che è.

Penso sia per questo che non possa esserci nulla, là fuori, che nel manifestarsi non riguardi ognuno di noi.

Luci, ombre, tempeste, albe, tramonti, paesaggi, calamità… siamo ognuna di queste e altre cose che vediamo succedersi nel palcoscenico di questa grande Madre, ma con modalità di espressione diverse.

E osservarle, contemplarle, è come specchiarsi e guardare in faccia il PROPRIO dolore, la propria rabbia, la propria bellezza, la propria unicità.

È l’attimo in cui il sole tinge d’oro le cime dei monti quello che aspetto più di ogni altro.

Splendere in buona compagnia è un valore aggiunto.

Daniele T. 🙏🏻😊

Foto e testo di (c) Daniele T. , Percorsi Di Luce.

Luce…

Foto di (c) Percorsi Di Luce

Alla fine

prendo solo in giro me stesso

quando dubito di te. So benissimo che

ci sei sempre, luminosa e viva. Ma a volte

ho bisogno di credere che non sia così.

Ho bisogno di prendermela

con qualcuno o qualcosa che sembri oltre

la mia responsabilità.

In realtà… non ti perdo mai

e non ti ritrovo mai

veramente.

Perché sei sempre stata lì, lo sei e lo sarai.

E io sono un filtro chiaroscuro,

un portacandele

che disegna i tuoi riflessi

su infiniti scenari

di infinite vie.

Om gate gate paragate parasamgate bodhi swaha. Namasté ❤️

Daniele T. 😊

Foto e testo a cura di Daniele Tosoni.

Quarzo Citrino: La forza dorata della Luce

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Il Quarzo Citrino incarna la luce dorata del Sole che illumina la volontà individuale e la rende manifesta nel mondo materiale.
Esso rappresenta quindi un ponte tra l’alto e il basso: stimola cioè la nostra volontà, racchiusa nel centro energetico del plesso solare, a manifestarsi nel mondo materiale rimanendo fedele alle indicazioni e alla guida del nostro Io Superiore, attraverso il centro energetico della Corona.
Giallo è infatti il colore di questo cristallo radioso come è giallo il colore caratteristico del centro energetico del plesso solare, curioso no? 🙂
Questo è secondo me un cristallo da avere sempre con sè in questi tempi così caotici, in questo preciso momento le correnti energetiche sono affini a questo cristallo.
La nostra volontà infatti si perde nella confusione e nella frenesia della vita materiale, impedendoci di manifestare ciò che la nostra saggezza interiore riconosce come percorso evolutivo e di compimento delle proprie missioni di vita. Spesso si perde il contatto con se stessi e si ha la sensazione di agire solamente per affrontare la vita e fare in modo di portarla avanti, con tutte le sue difficoltà, senza VIVERLA E GODERLA. Ci si sente confusi, persi, senza direzione.
Dentro ognuno di noi però è vibrante la voce del nostro Sè Superiore che esige qualcosa di più da noi stessi e lo vuole manifestare nel mondo esterno, offrendo a noi e agli altri l’opportunità di svelare il senso più alto di questa esistenza.
Ecco, il Quarzo Citrino ci aiuta proprio a riaffermare la nostra volontà. Una volontà conforme a ciò che proviene dal profondo. Questo permette di favorire il giusto equilibrio tra i piani spirituali e materiali, e di riscoprire la consapevolezza che materialità e spiritualità si compenetrano e sono facce della stessa medaglia. L’una non preclude di vivere appieno l’altra.
È anche il cristallo della dinamicità, del fare. Del trovare il giusto modo per affermarsi nel proprio lavoro. Aiuta la capacità di fare progetti e portarli avanti, di manifestare e quindi rendere concrete idee e progetti.
Il suo giallo splendente infonde gioia di vivere, vitalità, gioia, coraggio.
Gli organi affini a questo cristallo sono quelli propri del plesso solare quindi fegato, reni, cistifellea, stomaco su cui esercita una azione equilibrante e stimolante.
Il giallo splendente Quarzo Citrino invita a riscoprire il piacere di vivere agendo secondo ciò che vogliamo nel profondo, a illuminare la nostra via come il Sole illumina il firmamento.

Un carissimo saluto a voi tutti 🙂
Daniele T.
Pagina FB “Percorsi di Luce”

Immagine e articolo di © Percorsi di Luce. La copia di questo articolo è consentita con citazione della fonte senza modifiche alcune.

Percorriamo sempre la strada verso l’ignoto…

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Immagine da repertorio Google Images

Non si sa mai dove si va,
qual è la strada.
Il meglio che si può
si dà…
Comunque vada.

Da “Accendi lo spirito” di Dolcenera

Non lo so voi…ma io non trovo mai la direzione…mi sembra sempre di andare avanti nella nebbia…senza sapere cosa mi aspetta il metro dopo…a volte è difficile dare. Dare il meglio che si può, comunque vada.

Buona notte,
Nonmiricordochi (Daniele) :)😘

ALDA MERINI: IL PESO DI UNA CAREZZA

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Il peso di una carezza
può essere un segno d’alba,
il crisma del tuo destino,
la donna che alla fonte
dolcemente si inclina,
taglia netto il suo solco
di costante preghiera,
e così se mi appoggio
alla tua mano pura
mi si leva dentro l’alba
dentro si alza il cielo,

ma perché nell’amore
sì forte mi raggelo?

– ALDA MERINI

Alda Merini. Il nome dice già tutto. La sua poesia parla del tutto e del niente, parla di parole incomprese e incomprensibili, parla di un profondo e radicato disagio esistenziale,  a anche di quei momenti che rendono la vita gioiosa o quantomeno sopportabile. Parla della difficoltà di auto-comprendersi, e di essere compresi dagli altri. Parla di sofferenza, di amori, di storie, di passione, di mitologia con un occhio al futuro.

Questa poesia è una di quelle che apprezzo maggiormente.

Alda era una donna che nella vita di carezze ne ha avute poche, e proprio per questo ne ha saputo cogliere il senso più profondo, la loro insostituibile importanza. Ma vediamo quali parole ed espressioni della poesia ci testimoniano questo:

Il peso di una carezza
può essere un segno d’alba

Ecco…io non so se voi provate le stesse emozioni che provo io leggendo queste parole. Non sembrano poi così speciali eppure hanno un significato straordinario: l’importanza di una carezza può essere un segno, un segno potenzialmente in grado di cambiare la nostra vita, la nostra giornata. Proprio come quando al mattino vediamo un timido sole sorgere, e siamo consapevoli che ci regalerà una giornata calda, bella, luminosa; così una carezza può essere un raggio di dolcezza che entra nella nostra vita. Non si tratta di qualcosa di straordinario che ci cambia l’esistenza, ma è appunto un “segno”, una traccia, che possiamo cogliere oppure no. Ed è dalla nostra capacità di cogliere questi ” segni” che essi possono evolversi e produrre effetti tangibili nel nostro modo di vivere.

La prossimaprossima espressione che mi ha colpito è questa:

la donna che alla fonte
dolcemente si inclina

Anche queste parole potrebbero sembrare prive di significato, ma ovviamente non lo sono. Nessuna parola lo è in una poesia. Questa frase ci comunica qualcosa di straordinario: una carezza non è solo il ricevere un atto di dolcezza, di affetto, di gentilezza, ma anche VEDERE la dolcezza, l’affetto, la gentilezza. Saper scorgere questi elementi in gesti, azioni, espressioni della vita di tutti i giorni. Il solo VEDERE, OSSERVARE gesti e comportamenti apparentemente banali e tradurli in emozioni, ci dà la possibilità di accarezzare la nostra vita, di renderla speciale, e di entrare in sintonia con essa. E allo stesso tempo ci insegnerà ad osservare gli altri con occhi diversi. Occhi consapevoli che ognuno di noi esprime emozioni e stati d’animo in ogni minimo gesto.

e così se mi appoggio
alla tua mano pura
mi si leva dentro l’alba
dentro si alza il cielo

Avete presente quando un vostro conoscente, amico/a, parente ecc fa qualcosa nei vostri riguardi che vi trasmette una luce che vi cambia la giornata…può essere un’attenzione, una parola, un sorriso, un’espressione. È proprio di questo che parlano questi versi che ho citato. La mano di cui parla la Merini è una mano pura perché è una mano che offre luce tramite il suo gesto, la sua intenzione. E questa luce genera una vera e propria alba nel suo cuore, le fa riscoprire il suo cielo interiore…terso, limpido.

Ma perché nell’amore
sì forte mi raggelo?

Gli ultimi due versi della poesia sono un ritorno (e una testimonianza) del male di vivere di Alda Merini…una donna la cui vita è stata costellata da tremende frustrazioni, da un senso di non appartenenza alla realtà, dai difficili rapporti con l’amore.
Alda rimane basita da questo gesto d’amore che le ha portato luce nel cuore, ne rimane sconvolta, raggelata appunto. Ma perché? Forse perché in una vita travagliata con se stessa e gli altri, non era abituata a tali gesti. Forse perché sapeva che quel gesto avrebbe rappresentato una luce, un calore passeggeri, effimeri.

Alda Merini conosceva bene il valore e l’importanza di una semplice carezza, tanto data quanto ricevuta.

Noi lo conosciamo? Forse dovremmo rifletterci su…

A voi tutti, buona vita 🙂

Daniele Percorsi Di Luce (Nonmiricordochi) 🙂

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