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Chirurgia: la medicina naturale in sostegno del paziente 

La stesura di questo articolo non poteva vedere la luce in un momento più adatto visto che tra pochi giorni dovrò affrontare proprio un piccolo intervento chirurgico 😂

Che si tratti di piccola o grande chirurgia, a tutti capita di finire “sotto i ferri” almeno una volta nella vita, ed è importante essere consapevoli di ciò che un intervento chirurgico comporta, tanto sul piano fisico quanto sul piano psicologico ed energetico. 
In particolare questi ultimi due aspetti sono purtroppo estremamente sottovalutati. 

Abbiamo bisogno di considerare anche la chirurgia in un contesto olistico e multidimensionale, in cui ogni sfera coinvolta abbia una sua importanza.

Altrettanto importante è l’approccio pratico nell’affrontare questi eventi: ad oggi si ha la tendenza a focalizzarsi principalmente sul “durante” e il “dopo” la pratica chirurgica, con la somministrazione dei dovuti farmaci e delle procedure riabilitative più opportune; ma troppo spesso si trascura completamente il “prima”, cioè come il paziente dovrebbe prepararsi alla sua operazione in modo da affrontare più serenamente la stessa, e migliorarne nettamente il decorso post-operatorio.

Tutto questo comporta l’agire in modo sano e rispettoso del nostro corpo, della nostra energia e della nostra psiche, in modo dolce, naturale ed equilibrato, ricordandoci che il nostro corpo ha una straordinaria capacità di autoriparazione che andrebbe sostenuta e stimolata, ma sempre con delicatezza.
In queste righe cercherò proprio di dare una connotazione olistica all’argomento e di trasmettervi delle indicazioni generali e degli spunti di riflessione da tenere a portata di mano nel caso in cui ci si ritrovi a dover affrontare interventi, siano essi piccoli interventi di routine o di maggior entità. 
Fitoterapia, Omeopatia, Nutrizione Olistica e altre medicine complementari ci verranno in aiuto nell’affrontare queste eventualità.

Partiamo da una considerazione piuttosto semplice ma tutt’altro che scontata: COSA COMPORTA UN INTERVENTO CHIRURGICO?

A prescindere dalla sua entità e dalla parte del corpo coinvolta, ogni intervento chirurgico è un evento traumatico dei tessuti interessati ma ancor prima a livello psicologico. Si pensa ad un trauma come ad una botta o un colpo accidentale che genera un ematoma, in realtà qualsiasi lesione dei tessuti, sia programmata e pianificata che accidentale, è a tutti gli effetti un trauma. 

I tessuti coinvolti vengono traumatizzati e sin dal primo secondo il nostro corpo reagisce con una serie di reazioni di riparazione e di difesa:

  •  Il nostro sistema immunitario si attiva istantaneamente, vengono infatti richiamati nella ferita i globuli bianchi affinché eliminino batteri e altri patogeni. 
  •  Vengono richiamate nella zona colpita anche le piastrine, deputate all’arresto della fuoriuscita di sangue.

La reazione più importante, però, è quella infiammatoria, poiché è propedeutica a tutte le altre.

L’infiammazione, contrariamente a quanto si pensa, è una reazione del tutto naturale e soprattutto ha una sua utilità. 

Nella zona interessata viene aumentato il flusso di sangue affinché si scaldi e i vasi sanguigni possano dilatarsi, facilitando quindi l’afflusso di piastrine e globuli bianchi. Inoltre il calore generato ha una funzione difensiva, proprio come la febbre.

È molto importante quindi agire in modo preventivo per contenere il trauma e ridurlo ai minimi termini. Questo comporterà, nel post-operatorio, meno dolore, meno gonfiore, minor rischio di emorragie ed infezioni e una ripresa generale rapida.

Ecco cosa possiamo utilizzare preventivamente per minimizzare il trauma fisiologico:

  •  ARNICA MONTANA 200CH, una dose un paio d’ore prima dell’intervento. Arnica è un rimedio che non ha davvero bisogno di presentazioni, è la regina dei traumi fisici e psichici. È un rimedio omeopatico importantissimo in prevenzione: contiene l’infiammazione, riduce il rischio di infezioni e limita il sanguinamento. Si assume alla 200CH poiché supporti il paziente anche a livello psicologico, confortandolo.
  •  HYPERICUM PERFORATUM 30CH, una dose 2-3 ore prima dell’intervento: è il rimedio dei tagli e dei traumi che coinvolgono zone riccamente innervate (denti, labbra, genitali, spina dorsale, tronchi nervosi ecc) e quindi molto suscettibili al dolore. La sua principale azione è quella desensibilizzante. Assunto prima dell’intervento ridurrà moltissimo i dolori una volta terminato l’effetto dell’anestesia. 
  •  PHOSPHORUS 30CH, una dose sola qualche ora prima: per coloro che tendono a perdere molto sangue e per cui le emorragie tardano ad arrestarsi
  •  RIBES NIGRUM MACERATO IDROGLICERALCOLICO: 30/50 gocce tre volte al dì, fin dal giorno prima dell’intervento. Questo è un rimedio fondamentale della gemmoterapia, una delle branche più recenti e tecnologiche della medicina naturale. È il “cortisone naturale” per eccellenza ma, a differenza del cortisone che inibisce forzatamente l’infiammazione, il Ribes Nigrum stimola le surrenali a produrre cortisolo e a limitare in modo fisiologico e dolce l’infiammazione. 
  •  FERMENTI LATTICI VIVI: in caso di terapia antibiotica vanno assunti già in anticipo per mantenere la flora intestinale in equilibrio 
  • A livello energetico possiamo farci fare o farci (per chi è operatore reiki) un autotrattamento reiki utilizzando il primo e il terzo simbolo. Riceveremo un grande sostegno energetico nel momento in cui ne avremo più bisogno.

Ci sono però anche altre reazioni che sono meno sospette e di cui spesso non siamo nemmeno consapevoli, sono le reazioni a livello psicologico.
A differenza delle reazioni fisiologiche che avvengono sostanzialmente nel momento del trauma, la reazione psicologica può ,e spesso ha inizio, ancora prima del trauma, in questo caso prima dell’intervento.

Possono essere reazioni 

  • di tipo traumatico: il paziente vive l’idea dell’intervento come un evento pericoloso e dannoso, pur essendo consapevole della sua utilità 
  •  di tipo immaginativo: il paziente immagina vividamente, come in un film, la procedura chirurgica, immagina il dolore, gli strumenti utilizzati, le ferite ecc. in questo caso l’immaginazione è invalidante e sfugge al controllo del soggetto: la sua mente produce queste immagini spontaneamente
  •  di vittimismo: il paziente vive questo evento come un affronto e una profonda ingiustizia nei suoi confronti e della sua vita. Una frase rappresentativa è “cosa ho fatto per meritarmi questo?”
  •  di panico ed estrema ansietà 

Per ammortizzare l’impatto emotivo e psicologico possiamo avvalerci di alcuni rimedi:

  •  come dicevo prima, ARNICA MONTANA 200CH conforterà il paziente che dovrà sottoporsi all’operazione 
  •  PHOSPHORUS 10 000CH, una dose sola qualche ora prima: per il paziente apprensivo che immagina vividamente l’intervento, immagina complicazioni, situazioni di pericolo, il dolore. Queste immagini sfuggono spesso al suo controllo. Servirà inoltre a ridurre al minimo il sanguinamento.
  •  STAPHYSAGRIA 10 000CH, una dose qualche ora prima: il rimedio di chi vive queste situazioni come delle ingiustizie. Adatto nelle operazioni mutilanti, plastiche, amputazioni. 
  •  RESCUE REMEDY-S.O.S. REMEDY, rimedio floriterapico di Bach, 4 gocce quattro volte al giorno sotto la lingua. Assumere quando si comincia ad avvertire ansia e panico, anche un paio di giorni prima dell’intervento.
  •  COMPLESSI FITOTERAPICI DI VALERIANA, BIANCOSPINO, PASSIFLORA, MELISSA, TIGLIO, CAMOMILLA in gocce o compresse. Sono tutte piante ad azione sedativa, tranquillante e antispasmodica ma ognuna ha le sue particolarità. Ognuno somatizza l’ansia e il panico a modo suo: il Biancospino sarà indicato per coloro che vengono colpiti da agitazione e ansia accompagnate da palpitazioni e tachicardia. La Melissa e la Camomilla saranno più indicate per chi somatizza a livello gastrico con spasmi gastrointestinali e/o nausea. La Valeriana e la Passiflora sono più indicate per coloro che somatizzano con reazioni nervose e ipersensibilità.
  •  Come detto prima, uno o più trattamenti o autotrattamenti reiki rilassano e aiutano a riportare la calma nell’affrontare la procedura
  •  OLIO ESSENZIALE DI LAVANDA O ARANCIO DOLCE: l’aromaterapia è uno strumento molto utile poiché agisce direttamente sui recettori neuronali deputati alla ricezione degli odori. Le essenze di Lavanda e Arancio Dolce sono quelle tranquillanti e rasserenanti per eccellenza. Si può versarne due/tre gocce su un fazzolettino e inalarne profondamente l’aroma. In alternativa versarne due gocce sui polsi, strofinarli l’uno contro l’altro e massaggiare anche le tempie respirando profondamente. L’essenza va respirata quanto più possibile facendo attenzione a non irritare la mucosa nasale.

Oltre a tutti questi aspetti con i relativi consigli, ci sono altri fattori da tenere in considerazione per avere una ripresa rapida.
Uno di questi, anch’esso troppo sottovalutato, è quello alimentare.

Dobbiamo essere consapevoli che a fronte di un trauma chirurgico, il nostro corpo è impegnato a livello immunitario e nella rigenerazione dei tessuti. È importante quindi non rallentare il nostro corpo e non ostacolarlo. Sarebbe opportuno quindi, per qualche giorno prima dell’operazione e fino a guarigione, limitare al minimo il consumo di:

  • latte e derivati: hanno un effetto addensante sul sistema linfatico e sulle mucose. Appesantiscono quindi il sistema linfatico e lo rallentano, facilitando la formazione di muco e materiale infetto.
  • proteine animali: è ormai noto che hanno un alto potere acidificante sulla matrice cellulare. Indeboliscono e rallentano il sistema immunitario e alimentano l’infiammazione.

Per lo stesso motivo, preferire inoltre carboidrati poco raffinati o, meglio ancora, integrali, che aiutano a ridurre i picchi glicemici.

Per quanto riguarda il post-operatorio, tutti i rimedi omeopatici di cui sopra possono essere assunti anche dopo l’intervento: per la componente fisiologica, le diluizioni da scegliere saranno la 5-7-9-15-30 CH; mentre per quella mentale/emotiva 200-1000-10000 CH.

Qualora non vi vengano prescritti antibiotici ma per una vostra sicurezza desiderate una copertura, potete avvalervi dell’estratto di semi di Pompelmo in gocce (GSE).

NOTA BENE: ogni caso ha le sue caratteristiche e ogni persona deve essere consapevole del suo stato di salute. Queste indicazioni non sono da intendersi come prescrizioni mediche né come procedure mediche. Nessuno di questi rimedi ha la pretesa di sostituire i farmaci che il vostro medico chirurgo prescrive. Rivolgetevi sempre e comunque a lui o al vostro farmacista/erborista di fiducia per quanto riguarda la posologia e il modo di somministrazione. Assicuratevi di non essere allergici o intolleranti a uno o più dei componenti/eccipienti contenuti nei rimedi.

Per qualsiasi domanda o chiarimento rimango disponibile sia qui, sia sulla messaggistica privata della pagina facebook. 
Vi saluto calorosamente 😃

Daniele T.

La copia di questo articolo o di una sua parte è consentito con citazione della fonte ma senza modifiche del testo.

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Recensione: Manuale Pratico Di Omeopatia Famigliare e d’Urgenza

manuale omeo

 

Questo libro si rivela fin da subito di facile consultazione e praticità, diviso in modo funzionale e strategico.
È l’ideale se volete avere qualche nozione basilare su ciò che concerne l’omeopatia, ma allo stesso tempo avere uno strumento da consultare al momento del bisogno, nelle svariate occasioni più o meno imporanti.

La prima parte del libro è dedicata ad un’intruduzione semplice ma ben esplicativa ciò che è l’omeopatia, esponendone sinteticamente anche la storia. Ne descrive in modo essenziale ma esaustivo i “meccanismi” di funzionamento ed i principi fondamentali, tra cui la legge energetica di Hering, il concetto di diluizione e dinamizzazione; nonchè i modi più opportuni di utilizzare questa medicina alternativa: come scegliere in modo serio e sicuro il rimedio giusto, come scegliere la diluizione più adatta ecc.

La seconda parte, che sarebbe poi quella centrale, è dedicata all’elenco dei sintomi-patologie, oppurtanamente impostati in ordine alfabetico. Non ci si aspetti di trovare patologie semisconosciute o particolari: come introdotto dal titolo, è un manuale famigliare, dedicato ai disturbi più comuni e transitori. Per ogni sintomo-patologia sono elencati i vari rimedi con la loro casistica particolare. Uno dei fondamenti di cui l’omeopatia si fregia è quello di curare la persona nella sua interezza, di agire dove l’energia è bloccata e alterata generando quindi il disturbo. Ne consegue che, per esempio, il rimedio per il disturbo X, non sarà lo stesso per una persona ansiosa e una eccitata, o per una persona che trae giovamento dal caldo piuttosto che dal freddo. Questo spiega la presenza delle varie casistiche, a volte dettagliate, che rendono però facile il riconoscimento di sè stesso da parte del paziente e quindi la rapida scelta del rimedio. Un altro aspetto positivo sono le considerazioni che occasionalmente l’autore scrive su alcune patologie, parlando del loro senso profondo, del loro messaggio, del modo in cui si dovrebbero affrontare.

La terza ed ultima parte è dedicata all’elenco in ordine alfabetico di tutti i rimedi citati. Di ognuno viene fatta una descrizione approfondita che ne introduce i tratti distintivi, le destinazioni di cura e le casistiche. Questa descrizione viene chiamata “materia medica”. Ogni rimedio infatti viene descritto come una persona: hanno delle caratteristiche psicologiche ben precise, delle caratteristiche fisiche, dei precisi modi in cui manifestano il malessere. In omeopatia infatti il paziente “diventa” il rimedio, ne rappresenta la tipologia nei suoi tratti distintivi.
Gli è costato la quinta stella il fatto che, a volte (per fortuna non molte), le indicazioni sulla posologia e sulla frequenza di utilizzo non sono ben specificate o lo sono in parte.
Questo è un piccolo particolare che però non intacca la qualità globale del libro che risulta esaustivo, semplice, diretto.
Una nota di merito all’autore che ha saputo conciliare la serietà dell’argomento con un po’ di ironia sparsa qua e là, per non rendere il tutto troppo tecnico e didattico, ma anche per non conferire un senso di pesantezza alle patologie trattate.

Insomma, un piccolo grande manuale che sta sempre comodo, che concilia la parte esplicativa con la parte di consultazione. Consigliato!

Sperando vi sia stata utile questa recensione, vi ringrazio e vi saluto calorosamente.

Buona Vita, siate Luce 🙂
Daniele Percorsi Di Luce

(c) La riproduzione o la copia di questo articolo sono consentiti esclusivamente con citazione della fonte e senza alcuna modifica, anche parziale, del testo.

Punture di Zanzara: come evitarle e curarle con omeopatia e rimedi naturali.

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A sinistra: raffigurazione del Ledum Palustre, da cui viene prodotto il rimedio omeopatico. A sinistra: i tipici tubetti contenenti i rimedi omeopatici; il Geranio il cui olio essenziale è naturalmente repellente e infine il Cardiosperma, i cui principi attivi hanno a LIVELLO TOPICO un'azione simile al cortisone.

Chi di voi, come me, costituisce un distributore di sangue per gli sciami di zanzare affamate?
Purtroppo questa caratteristica è comune a molti, mentre gli altri vengono punti molto meno e alcuni risultano addirittura repellenti!
Le zanzare comunque, sia comuni che Tigre, stanno diventando un problema serio nelle città ma, con il passare del tempo, si stanno diffondendo anche in zone fino ad ora sfavorevoli come quelle montane e premontane. Sicuramente con la complicità dei cambiamenti climatici accompagnati dal fatto che la loro riproduzione è scarsamente ostacolata.

Il meccanismo con cui captano e scelgono le loro vittime è ancora avvolto nel mistero sebbene alcuni “criteri di scelta” siano stati scoperti e ipotizzati: tra questi giocano un ruolo il gruppo sanguigno, l’emanazione di anidride carbonica e acido lattico (infatti pungono di più quando si fa sport), aspetti ormonali ecc. Descrivere tutti questi aspetti richiederebbe tempo e lo scopo dell’articolo non è questo. Vi rimando quindi ad una pagina che ci spiega molto bene e molto scientificamente questi criteri. Cliccate QUI.
Basti sapere comunque che in termini molto poco scientifici esse scelgono le vittime in base al loro “odore”. Tutte le caratteristiche che ho elencato sopra conferiscono al corpo un odore, una emanazione caratteristica che viene recepita come favorevole o meno dalle fameliche succhiasangue.

Come si può evitate di diventare donatori di sangue senza consenso volontario?

Ovviamente il primo modo è cospargersi e spruzzarsi di repellenti che conosciamo benissimo. Tuttavia sappiamo che essi contengono sostanze chimiche che, con l’uso assiduo e prolungato, vengono assorbite dalla pelle.
La maggior parte dei repellenti contiene il DEET, una sostanza insetticida che inoltre sembra inibire i recettori degli insetti ematofagi. Si è sempre dubitato della innocuità di tale sostanza e il fatto che sui flaconi non ci siano indicazioni e informazioni adeguate non è certo un buon segno. Ad oggi è certo che può causare reazioni allergiche anche gravi e crisi asmatiche in soggetti sensibili, ma gli studi in merito sembrano rivelare altro ancora, e potete leggerlo da fonti sicuramente più competenti ed informate di me, cliccando QUI.

Chiaramente la scelta chimica di solito è sempre la più efficace ma anche la più insidiosa perché al beneficio corrisponde solitamente un rischio e a volte un danno, non solo a livello personale ma spesso anche ambientale.

Ecco quindi che possiamo avvalerci di alternative naturali, molto più innocue, tollerabili e rispettose dell’ambiente.
Si possono scegliere per esempio spray repellenti di origine naturale, che contengono generalmente oli essenziali che mascherano l’odore corporeo e che sono sgraditi alla zanzare. Le principali essenze utilizzate sono quelle di Eucalipto, Citronella, Lavanda, Limone e Geranio.
Queste essenze si possono usare anche per gli ambienti di casa: basta mettere qualche goccia di uno o più oli essenziali sopracitati in un bruciaessenza o in un diffusore a ultrasuoni, aggiungendone di altre man mano che si eusariscono.

Anche gli spray per la pelle possono essere fatti in casa. In un dispenser vuoto si può mettere 1/4 di glicerina vegetale (farmacia, parafarmacia), gli altri 3/4 di acqua, qualche goccia di una o più essenze, e un cucchiaino di acido citrico (conservante, in farmacia/parafarmacia). Non superate le 20/25 gocce per 500ml di liquido base.

In questo articolo però il protagonista è lui…sì lui…un rimedio che mi accompagna da ormai due estati e che mi dà grandissime soddisfazioni!
Si tratta del rimedio omeopatico LEDUM PALUSTRE: viene preparato appunto con l’omonima pianta, chiamata anche Rosmarino Selvatico. È un piccolo arbusto che cresce nelle zone particolarmente umide di Europa, America e anche Asia. È conosciuto fin dall’antichità come rimedio di morsicature, punture, di insetti ma anche di animali velenosi. È anche antiinfiammatorio degli stati reumatici e rimedio di emorragie e contusioni. Infatti il rimedio omeopatico è anche quello di prima scelta per il trauma dell’orbita oculare (occhio nero).

Ovviamente noi parliamo appunto del rimedio omeopatico. LEDUM PALUSTRE assunto per via orale con costanza per tutto il periodo estivo e quello inizio-autunnale, è un repellente sicuro ma soprattutto che agisce direttamente sul problema e con un duplice vantaggio:
• Va a modificare l’ “odore” emanato dal corpo rendendolo difficilmente riconoscibile dagli insetti. Li tiene quindi alla larga per il semplice fatto che vengono attratte molto meno dal nostro “odore”. Ovviamente noi non sentiamo questa differenza 🙂
• I rimedi omeopatici agiscono in modo diverso e con tempi diversi da persona a persona. Questo rimedio non risolve il problema al 100% ma posso dire di essere stato punto anche con il repellente  chimico. Grazie a questo rimedio, comunque, anche se verrete punti, le punture saranno meno infiammate, poco pruriginose, insomma…di gran lunga meno fastidiose! Non a caso è il rimedio omeopatico che i medici omeopati usualmente consigliano a coloro che sono ipersensibili alle punture, in cui la cute reagisce con grande rossore, infiammazione, bruciore e poi prurito.

Come assumere questo rimedio e quale dinamizzazione scegliere?

Si può assumere LEDUM PALUSTRE IN GRANULI nella dinamizzazione 30CH: questa è la più appropriata poiché agisce a livello corporeo ma nella sua totalità, e richiede una sola assunzione giornaliera. Se ne assumono 5 granuli una volta al giorno, alla stessa ora.
COME?
Sciogliendo i granuli sotto la lingua, lontano dai pasti, lontano dal fumo, lontano dall’assunzione di menta, caffè, caramelle, aromi, che ostacolerebbero l’assorbimento perlinguare.
L’effetto si fa marcato dopo un paio di giorni dalla prima assunzione (dai 3 ai 5 giorni più o meno). È importante essere costanti e assumerli tutti i giorni per tutto il periodo.
Nel web ho letto indicazioni di dinamizzazioni alla 9ch e addirittura alla 200ch. Conoscendo i criteri e i meccanismi d’azione delle varie diluizioni, io personalmente le sconsiglio. La prima lavora bene su sintomi localizzati ad una parte circoscritta e che richiedono un continuo stimolo terapeutico. Può andar bene come sintomatico post-puntura, questo sì, assumendone 3/4 granuli anche ogni mezz’ora fino a miglioramento. La 200ch è invece una diluizione usualmente utilizzata per sintomi e condizioni psicologiche con ripercussioni fisiche. Inoltre richiede una “corrispondenza paziente-rimedio” piuttosto marcata.
Ho chiesto un parere ad un medico omeopata che ha confermato e validato la 30ch.

COSA POSSIAMO FARE INVECE QUANDO SIAMO STATI PUNTI?

Ci sono dei piccoli accorgimenti che possiamo utilizzare quando subiamo punture particolarmente fastidiose, alcuni sono tipici “rimedi della nonna”, altri sono rimedi specifici e fitoterapici in caso di eccessiva infiammazione.
• Una foglia di pomodoro o di basilico strofinate direttamente sulla puntura alleviano rapidamente il fastidio. Sempre se siamo vicini a un orto! 🙂
• Delle compresse di cotone imbevute con acqua molto salata fresca, aiutano a ridurre il prurito.
• Crema naturale di miele e bicarbonato come lenitivo: in pochissima acqua calda sciogliere un cucchiaino di miele e impastare con bicarbonato, tanto quanto basta ad addensare il tutto. Applicato sulle punture calma il bruciore anche nei bambini.

PER LE PUNTURE MOLTO INFIAMMATE, ARROSSATE, A RISCHIO INFEZIONE:

• Impacco di argilla verde ventilata: amalgamarne un cucchiaio abbondante da thè con poca acqua, quella che basta per formare una ” pappatta” densa. Aggiungere due gocce di olio essenziale di menta (se c’è). Applicare e lasciare in sede finché l’argilla non si sarà completamente asciugata ed essiccata. Ripetere se necessario. Per scongiurare l’infezione, soprattutto nei bambini, aggiungere anche 4 gocce di estratto di semi di Pompelmo. Non grattarsi e tenere le unghie corte.
• Per risolvere in modo efficace, sicuro, potente e veloce qualsiasi puntura e ogni fastidio che provoca, applicare la crema omeopatica HALICAR DHU, contenente tintura madre di Cardiosperma, una pianta i cui principi attivi agiscono in modo cortisone-simile, cioè come il cortisone. Si usa per eczemi, dermatiti, eritemi, eruzioni, ma è utilissima per tutte le manifestazioni infiammatorie della pelle. Per me è un prodotto immancabile, su di me ha un’efficacia straordinaria. L’ho usata per curare un’eruzione cutanea pruriginosa e del tempo dopo ho subito una puntura tremenda: non avevo altro in casa così ho provato ad applicarla: risultato super!

Infine, sappiate che il colore azzurro tiene lontane le zanzare (in India molti colorano le case di azzurro per questo) e il giallo le attira. Scegliete bene i vostri vestiti hahaha :mrgreen:

Bene, i miei consigli sono finiti e spero vi saranno utili. Se qualcosa non è chiaro o avete domande vi invito a lasciare un commento su questa pagina e avrò premura di rispondervi. Allo stesso modo mi farebbe piacere sapere cosa pensate dell’articolo, quindi commentate pure.

Vi auguro buona estate all’aria aperta hahaha 😀 buona vita!

Nonmiricordochi (Daniele T.) ☺ 🌈

Questo articolo è personale, protetto da copyright. La sua copia o di una sua parte sono autorizzate CON CITAZIONE ESPLICITA DELLA FONTE.

Da non intendersi come prescrizioni mediche né come indicazioni rigorose. Questo articolo è il risultato di studi personali ed esperienze dirette su di me. Chiedete sempre consiglio al vostro medico o al vostro farmacista di fiducia.

Il collage fotografico è stato assemblato da me ma con immagini da repertorio Google Images.

Influenza, sinusite, mal di gola ecc.: come sfruttare la medicina naturale per la prevenzione .

L’inverno è ormai arrivato, e sebbene sia caratterizzato da un clima relativamente mite (considerata la stagione), ora sembra concederci un po’ di quel freddo che dovrebbe essere la norma e non l’eccezione.
Con esso però arrivano anche i tipici disturbi invernali che possono essere più o meno fastidiosi: virus respiratori, influenza, sinusiti batteriche e i comunissimi raffreddori.
Va detto che il clima insolitamente mite che stiamo riscontrando negli ultimi inverni ci rende sempre più ipersensibili ed esposti alle ondate di freddo che arrivano di tanto in tanto, con la conseguenza di indebolire e infliggere dei “duri colpi” al nostro sistema immunitario.
Ma andiamo per ordine partendo dall’affrontare l’importantissimo ma delicato tema della prevenzione complementare (cioè quell’insieme di procedure che la medicina naturale mette in atto per prevenire) nei confronti di influenza, sinusite, infezioni alla gola e raffreddore in generale. Analizzeremo che soluzioni ci offre la fitoterapia ma anche l’omeopatia, l’oligoterapia e altre tecniche ancora.

Nel prossimo articolo parleremo invece delle possibilità di trattamento degli stati acuti, cioè quando siamo ammalatine manifestiamo i sintomi, sempre per quanto riguarda la medicina complementare.

PREVENIRE È MEGLIO CHE CURARE: L’IMMUNOSTIMOLAZIONE NATURALE COME RISORSA SICURA ED EFFICACE

La prevenzione è, come in qualsiasi ambito, una parola chiave di primaria importanza. Essa ci permette di ridurre in modo più o meno efficace il rischio di ammalarci e infettarci, ma anche di ridurre il rischio di complicanze o aggravamenti negli stati acuti, come sovrainfezioni batteriche a gola, seni paranasali, polmoni ecc, e infine di contrastare ed abbattere il rischio di recidive.
Sono molte le piante che ci possono aiutare a raggiungere un buon potenziamento immunitario non specifico. Questo significa che i seguenti estratti ci aiuteranno indistintamente in tutti i più probabili disagi invernali. Scopriamo i più comuni ed impiegati uno per volta, in modo chiaro ed essenziale così da rendere facile e intuitiva la scelta della pianta:

  • ECHINACEA (VARIE SPECIE, in tintura madre o in capsule di estratto secco – nella foto è il fiore con i petali viola) : è forse la pianta immunostimolante più conosciuta per il sempre più largo impiego che sta avendo. Ha una spiccata azione immunostimolante, in pratica aumenta la produzione di cellule immunitarie, in particolar modo dei macrofagi e dei linfociti T citotossici, e ne aumenta anche l’attività. Queste azioni si traducono in un aumento variabile della resistenza dell’organismo all’aggressione degli agenti patogeni.
    Ha inoltre una modesta azione antibatterica e antivirale: il componente responsabile di tale azione è l’echinaceina, che sembra impedire la penetrazione degli agenti patogeni nei tessuti.
    È una pianta particolarmente adatta ai bambini grazie alla sua azione dolce e alla sua alta tollerabilità.
    Il dosaggio è estremamente variabile: per quanto riguarda le compresse/capsule di estratto secco, dipende dal dosaggio contenuto; per le gocce di tintura madre (TM) si va dalle 10 alle 60-100 gocce al giorno. Si consigliano cicli di 3 settimane con intervalli di 15/20 giorni tra un ciclo e l’altro.
  • TABEBUJA O LAPACHO INDIANO (TABEBUJA AVELLANEDAE, estratto secco in capsule – nella foto è l’albero dai fiori gialli) : questa è una pianta molto interessante e recentemente se ne stanno studiando alcuni aspetti anche in ambito oncologico.
    Questa si può definire la versione più completa e potenziata dell’Echinacea. Se essa è particolarmente adatta ai bambini, questa è perfetta per gli adulti (si parla di “affinità”, ciò non toglie che tutti possano assumerla). Sono molti i fronti su cui lavora il suo estratto: è immunomodulante, regola cioè l’attività del sistema immunitario: a basse dosi ripetute nel tempo lo stimola e lo rinforza, ad alte dosi lo frena se è necessario, come nei casi di allergia. Presenta poi una valida azione antivirale verso i virus influenzali, dell’herpes simplex, della polio e altri, dovuta alla capacità dei componenti di inibire determinati processi enzimatici indispensabili al virus per moltiplicarsi; e antibatterica verso molti batteri tra cui quelli più comunemente responsabili delle infezioni alle vie respiratorie (stafilococchi e streptococchi): i principi attivi responsabili sembrano essere il lapacholo e il beta-lapachone, che dimostrano di interferire con la produzione energetica ed enzimatica dei suddetti patogeni causandone la morte.
    La pianta avrebbe altre interessanti proprietà che però esulano da ciò che stiamo trattando. Da segnalare però quella antimicotica, anche verso la Candida Albicans, per il fatto che quest’ultima spesso subentra dopo una terapia antibiotica intensa che ha debilitato il sistema immunitario.
    Il dosaggio dipende dal contenuto di estratto delle capsule. Si va generalmente da una a quattro capsule al giorno, con cicli di 3 settimane con sospensione di 10/15 giorni tra un ciclo e l’altro.
  • ROSA CANINA (ESTRATTO IDROGLICERICO IN GOCCE, ESTRATTO SECCO, ESTRATTO IN POLVERE – nell’immagine è la pianta con le bacche rosse) : questa è una delle mie piante predilette nella stagione invernale, la assumo ormai da parecchi anni ed è diventata immancabile in casa…e non è certo un caso!
    Adatta e tollerata ad ogni età, dal bambino all’anziano, è l’esempio perfetto di come la Natura ci abbia fornito tante risorse per nutrire il nostro benessere: contiene moltissima vitamina C, tantissima più delle arance, sali minerali, oligoelementi e vitamine.
    Tutti sappiamo ormai che la vit C non dovrebbe mai essere carente: è un potente antiossidante, è la nemica per eccellenza dell’influenza, è coinvolta in numerosi processi metabolici (tra cui la produzione di collagene, la distribuzione e l’accumulo di ferro ecc).
    Insieme a tutto il complesso nutritivo della pianta rinforza il sistema immunitario, lo rende sveglio e reattivo, in particolar modo nelle forme che coinvolgono le vie respiratorie, che vengono così protette e rinvigorite; nutre il corpo e lo arricchisce di sali minerali, antiossidanti e oligoelementi, cosa non da poco nella stagione invernale in cui il consumo di verdure è ridotto.
    Ottima per chi ogni anno non riesce ad evitare faringiti, laringiti, sinusiti, spesso con componente batterica che necessita l’assunzione di antibiotici.
    Questa pianta ha bisogno di tempo per lavorare sul sistema immunitario, quindi assicuratevi di iniziare la terapia il più presto possibile: per giovani e adulti 40/50 gocce di Macerato Glicerico (MG) una volta al giorno prima di cena, per un mese. Interrompere per una decina di giorni e ripetere a cicli quanto necessita. Non ha controindicazioni né interferisce con i farmaci.
  • ASTRAGALO (ASTRAGALUS MEMBRANACEUS – in gocce o, più comunemente, in compresse di estratto secco) : è molto simile alla Tabebuja, ha una spiccata azione antivirale verso i virus influenzali, e anche quelli che causano la così detta “influenza intestinale”. Rinforza il sistema immunitario e ne aumenta l’attività e la reattività. Un aspetto molto interessante dell’ estratto di questa pianta è la sua azione protettrice sul fegato, che viene sfruttata anche in caso di epatite. Questa caratteristica peculiare lo rende affidabile anche in concomitanza agli antibiotici che, come è risaputo, sono molto dannosi per fegato e intestino. È anche adattogeno quindi contribuisce a ridurre lo stress e ad accellerare l’uscita dalla convalescenza. Ha modeste attività antibatteriche e antinfiammatorie.
    Recentemente si sta studiando l’Astragalo in campo oncologico. Sembra che il suo fitocomplesso sia in grado sia di aumentare l’aggressività del sistema immunitario verso le cellule cencerose, sia di rallentarne direttamente lo sviluppo. Sono qualità importanti che rendono possibile l’assunzione del fitofarmaco contemporaneamente alle terapie chemioterapiche.
  • PROPOLI (PROPOLIS – preferibilmente in tintura glicerica o alcolica, ma anche in compresse di estratto secco) : ovviamente la Propoli non è una pianta ma una sostanza resinosa che producono le api per sigillare le celle degli alveari e difenderle. Non a caso il nome ha origini greche e deriverebbe da due termini che sono “pro” = “a favore di”; e “polis” = “città”, quindi “a favore/a difesa dell’alveare”.
    Sulla propoli le parole spese non sarebbero mai abbastanza, è una miniera di proprietà, di effetti benefici, di micronutrienti importantissimi. E questa è la diretta conseguenza della straordinaria complessità della Propoli per quanto riguarda i suoi componenti: si stima che in media sia composta per il 50/55% di resine e balsami, per il 30/40% di cere, per il 5% di oli essenziali e per il restante 10% di ulteriori composti vari, responsabili del contenuto di nutrienti (oligoelementi, vitamina C, enzimi ecc) e  flavonoidi che gli conferiscono gran parte delle sue riconosciute proprietà.
    Ma andiamo per ordine. Questo è sì un rimedio per stimolare il sistema immunitario ma a differenza degli altri estratti fino ad ora trattati, va usato nel breve periodo, nel momento in cui se ne ha bisogno. Cerco di spiegarmi meglio: mentre con gli altri si inizierà un’assunzione programmata e sviluppata su un periodo lungo, con la Propoli l’assunzione può essere circostanziale in modo che offra una copertura alle infezioni quando se ne ha bisogno. Se per esempio andiamo in settimana bianca, possiamo cominciare la sua assunzione uno/due giorni prima per proseguire fino al termine della stessa. Oppure se avete dei figli che praticano sport, e devono sostenere delle gare all’aperto, potete fargliela assumere da un giorno prima fino a un giorno dopo. Lo stesso vale se per ipotesi volete proteggere o proteggervi da un periodo particolarmente virulento. Spero di essermi spiegato bene. Non è che la Propoli non possa essere usata per lunghi periodi, se si vuole si può senza temere alcuna controindicazione, anzi la copertura sarà forse anche migliore degli altri estratti. Ma non lascia sul sistema immunitario un’impronta e un effetto stabili e protratti nel tempo alla pari degli altri. Lavora tanto sui virus, sui batteri, danneggiandoli nello specifico, più che lavorare sul sistema immunitario…sono due azioni diverse e non è sempre facile distinguerle: possiamo pensare alla Propoli più come un antibiotico e antivirale (farmaci prescritti per le infezioni batteriche e virali) che come un immunostimolante, sebbene in minor parte sia anche questo.
    Ma analizziamo più nel dettaglio gli effetti di questa sostanza:
    – abbiamo già detto che è antibatterica, più precisamente ha sia la capacità di arrestare la moltiplicazione dei batteri (azione batteriostatica), sia quella di ucciderli (battericida)
    – è antivirale: è dimostrata la sua efficacia sui virus influenzali ed erpetici (herpes simplex, zoster ecc). Concretamente i principi attivi impediscono la penetrazione dei suddetti virus nelle cellule.
    – è antimicotica e antiparassitaria: particolarmente attiva nelle micosi cutanee da Candida, Tricophyton, Microsporon su cui esercita azione micostatica (blocca la crescita dei funghi); e nell’infezione parassitaria delle vie genitali femminili da parte del parassita Trichomonas di cui è in grado di inibire la moltiplicazione.
    – è leggermente antinfiammatoria: risulta utile per alleviare le sensazioni dolorose alle vie aeree colpite, come bruciore, rossore, secchezza.
    – è antiossidante: la sua ricchezza di vitamine C ed E, e di polifenoli e flavonoidi la rendono efficace nel contrastare i radicali liberi
    Il dosaggio è estremamente variabile a seconda dell’età e della gravità dei sintomi. Per un soggetto adulto si va dalle 70 alle 100 gocce al giorno di Propoli in forma fluida, o da 400 a 600 milligrammi di estratto secco in compresse. Le dosi generalmente si dividono in 3 somministrazioni giornaliere.
    È ottima anche negli stati acuti ma di questo si parlerà nel prossimo articolo.

Bene, abbiamo visto una serie di estratti naturali che ci aiutano a sostenere il sistema immunitario in modo non specifico.

Ora vi introdurrò brevemente altri rimedi utili a questo scopo, e sono rimedi omeopatici e oligoelementi combinati.

Tra i rimedi omeopatici più diffusi troviamo:

  • OSCILLOCOCCINUM (ANAS BARBARIAE HEPATIS ET CORDIS EXTRACTUM 200CH) : si tratta dell’autolisato di fegato e cuore di anatra, varietà “barbariae”, diluito e dinamizzato secondo la procedura omeopatica alla 200esima potenza. Per la preparazione si usano il cuore e il fegato della suddetta anatra perché sono tessuti altamente infettati dalle varie forme dei virus influenzali tra cui anche l’aviaria. Il rimedio ha quindi un effetto immunostimolante generale e aumenta al contempo la reattività.
    Si assume un tubo/dose a settimana per sei settimane, nello stesso giorno e magari alla stessa ora. Dopo una breve pausa di una o due settimane è consigliato un secondo ciclo. Si dovrebbe iniziare a settembre/ottobre ma non ci sono regole, si può inziare in qualsiasi momento.
  • ENGYSTOL HEEL COMPRESSE : si tratta di un complesso omeopatico omotossicologico molto interessante e da un campo d’azione molto vasto. Stimola il metabolismo cellulare, ripristina la funzionalità del sistema immunitario e favorisce l’espulsione delle tossine. Utile nelle influenze che non guariscono mai del tutto, che lasciano sempre uno strascico di sintomi, le febbricole, le infezioni ricorrenti.
    Per saperne di più e conoscere le caratteristiche di ogni singolo componente cliccate QUI.
  • CITOMIX (TUBO GRANULI, GUNA) : è un potente stimolatore del sistema immunitario, molto moderno e innovativo che sfrutta la biologia molecolare per agire in modo molto profondo. Le CITOCHINE sono molecole che trasmettono le informazioni al sistema immunitario, che lo guidano nella produzione dei diversi tipi di globuli bianchi a seconda del tipo di infezione, virale o batterica, che il soggetto contrae. Ed è proprio queste citochine che contiene il CITOMIX, oltre ad altri organoterapici ad azione complementare. Questo rimedio entra in azione quando il sistema immunitario non reagisce, o quando si trova in una situazione di debolezza. È come se questo complesso omeopatico ripristinasse la comunicazione delle citochine con il sistema immunitario, stimolandolo e guidandolo nel modo corretto. Ottimo per evitare le complicanze e le sovrainfezioni batteriche durante gli episodi influenzali. Utilissimo sia in prevenzione che in acuto. La posologia è variabile, per saperne di più QUI ci sono informazioni chiare ed utili. Non è facile spiegare questo complesso omeopatico in quanto è molto innovativo e complicato, agisce a livelli molto profondi.
  • EUPHORBIUM COMPOSITUM S, SPRAY NASALE : un’altro complesso omeopatico davvero degno di nota. Questo si presta benissimo sia a scopo preventivo che curativo. Tutti sappiamo che le vie aeree superiori sono la prima via d’accesso a virus e batteri, e nella maggior parte dei casi ci infettiamo priorio per via aerea. Questo spray nasale stimola il sistema immunitario delle mucose respiratorie, come se andasse a creare una vera e propria bariera. Inoltre impedisce la solidificazione eccessiva del muco ed esercita un’azione antiinfiammatoria. Usarlo a titolo preventivo equivale ad indossare costantemente una mascherina filtrante protettiva! A titolo preventivo si usa così: 1/2 spruzzi per ogni narice, una o due volte al giorno da tardo autunno in poi.
    Per informazioni più dettagliate e per sapere l’azione di ogni singolo componente cliccate QUI.

Gli oligoelementi miscelati da assumere per il sistema immunitario invece si trovano in pratiche ampolle monodose da versare sotto la lingua, e da deglutire dopo aver trattenuto brevemente il liquido sotto di essa, e sono questi:

  • RAME-ORO-ARGENTO (AMPOLLE DA BERE) : sono gli oligoelementi per le diatesi iporeattive e anergiche, cioè per quei soggetti che non reagiscono agli stimoli, che sono costantemente sottotono e privi di vitalità. Si ammalano spesso e ripetutamente. La terapia può dare ottimi risultati in quanto agisce ad un livello molto profondo, ripristinando reazioni/legami chimici ed enzimatici danneggiati, che sono causa dell’indebolimento di cui sopra. Tuttavia l’oligoterapia funziona a lungo termine. Si inizia quanto più presto possibile. La quantità di ampolle da assumere è estremamente variabile. Si parte da una al giorno come minimo ma lasciate che sia il farmacista/medico/naturopata di fiducia a darvi la posologia esatta.
    Io assumo gli oligoelementi della “Giorgini dr. Martino”, in quanto di ottima qualità e dall’ottima formulazione (non mi dilungo a spiegare questo importantissimo aspetto che li rende davvero ottimali. Per approfondire:http://www.benesseredalmondo.it/erboristeria-giorgini.asp)
  • MANGANESE-RAME : questi sono adatti appositamente per coloro che vengono colpiti sempre alle vie respiratorie, con infezioni e sinusiti frequenti. Oligoelementi ad azione antibatterica a antiinfiammatoria nonché immunostimolante e rinforzante di gola e vie respiratorie. Per i dosaggi vale quanto scritto per quelli di prima.

È il momento di parlare e introdurre i rimedi omeopatici per stimolare l’IMMUNITA SPECIFICA, in altre parole si tratta di vaccinazioni omeopatiche che, a seconda del tipo di prodotto, immunizzano sia contro virus e batteri, sia solo contro i virus.

Una breve parentesi: non è mia intenzione iniziare un delicato dibattito sulle vaccinazioni influenzali della medicina convenzionale, ma alcuni elementi DEVONO essere se non altro accennati, non per farvi cambiare ideologia o altro, ma per onestà intellettuale.
È indispensabile che sappiate e siate consapevoli che non solo il virus influenzale è dotato di una straordinaria capacità di mutare, ma che ci sono ogni anno circa 200 varianti di virus influenzali e parainfluenzali.
Ne consegue che la vaccinazione, contenente una quantità assai limitata di ceppi, non ha il margine di sicurezza che la sanità definisce a volte come “alto” o “molto alto”.
Anche la sicurezza e l’innocuità delle suddette vaccinazioni vanno messe in discussione: non si sa mai con precisione cosa contengano e in tutti questi anni ne abbiamo sentite di cotte e di crude: metalli pesanti come il mercurio; sostanze tossiche e cancerogene come la formaldeide e altri eccipienti ancora.
Il fatto che l’organismo dopo una vaccinazione possa non manifestare sintomi di intossicazione, non significa che non abbia subito una profonda penetrazione di tali sostanze nei tessuti.
Ripeto: non vi dico questo per influenzare le vostre scelte, ma perché è importante esserne consapevoli.

Ecco le vaccinazioni omeopatiche più usate per prevenire l’influenza e le infezioni batteriche:

  • HOMEOS 42 (TUBI MONODOSE) : questo vaccino complesso (cioè contenente più elementi immunizzanti) è a mio giudizio uno dei più valevoli e ben formulati. È preparato con ceppi influenzali e ceppi dell’aviaria per quanto riguarda la parte virale, e ceppi di streptococchi, di stafilococchi e klebsiella per quanto riguarda la parte batterica. Contiene inoltre un bioterapico preparato a partire dal siero antipeste, che serve a conferire al vaccino una protezione aggiuntiva contro le influenze atipiche, cioè violente con febbre altissima e sintomi aggravati.
    Ne consegue che questo rimedio ha un’ottima copertura sia contro le infezioni virali che batteriche, e grazie all’uso delle diluizioni bassi il rimedio è adatto anche per le forme acute.
    Per prevenzione: 1 tubo dose alla settimana per sei settimane, lo stesso giorno e magari nello stesso orario. Sospendere per una settimana e ripetere il ciclo.
    In acuto: 1 tubo dose ogni otto ore fino al miglioramento.
    Per approfondimenti cliccate QUI .
  • INFLUENCINUM (TUBI DOSE) : È il classico vaccino omeopatico antinfluenzale. Si usa nelle stesse modalità di quello precedente.
  • OMEOGRIPHI (TUBI DOSE) : un’altro vaccino complesso molto interessante. Contiene sia il ceppo influenzale per l’immunità specifica, sia rimedi omeopatici per stimolare l’immunità aspecifica, sia dei rimedi per i sintomi. Anche questo rimedio complesso quindi è adatto sia in prevenzione che in acuto. Si assume nelle stesse modalità del primo vaccino descritto.
    Per approfondimenti clicca QUI.

Per il momento è tutto, spero di essere stato chiaro e esaustivo nelle spiegazioni. Per qualsiasi chiarimento o domanda resto a vostra disposizione. Se vi piace questo articolo condividetelo e seguitemi anche sulla pagina facebook – Natural Piety –

Nel prossimo articolo tutti i rimedi per curarsi quando siamo già ammalati e manifestiamo i sintomi.

NOTA BENE: I dosaggi dei rimedi qui riportati sono indicativi e non hanno valenza di prescrizione. Sono dei parametri-guida estremamente generali e variabili. Chiedete sempre in erboristeria o farmacia quale sia il dosaggio più adatto a voi. Se siete allergici ad alcune piante, principi attivi o ad alcuni eccipienti accertatevi che il prodotto scelto non contenga tali sostanze.
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