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Alla scoperta dell’ideogramma Reiki e dei suoi simboli

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Immagine creata da (c) Percorsi Di Luce. La scomposizione dell'ideogramma Reiki nei suoi tratti singoli, ognuno avente un suo significato.

Il Tao è nascosto e senza nome
eppure esso ed esso soltanto
dà origine a tutte le cose e le porta a compimento
Il Tao genera l’Uno
L’Uno genera il Due
Il Due genera il Tre
Il Tre genera le innumerevoli creature
Le innumerevoli Creature portano lo Yin sulle spalle
E lo Yang fra le braccia
e la loro armonia deriva dalla fusione
delle due energie vitali.

– Tao Te Ching

Il modo più semplice e affascinante per avvicinarsi al significato di Reiki è tracciarne l’ideogramma secondo i principi dello Shodo, l’arte della calligrafia giapponese. L’ideogramma Reiki è normalmente conosciuto e tracciato nello stile Kaisho, lo stile fondamentale.
La parola Reiki, come ogni ideogramma, è anche un movimento di energia, un insieme di delicati equilibri di pieni e di vuoti, di chiari e scuri, di energie yin e yang, la cui interpretazione ed esecuzione sfugge a ogni definizione teorica e può solo essere affidata all’estro e all’intuito personale. Vedremo il significato delle singole linee come se le stessimo tracciando una dopo l’altra.

MACROCOSMO E MICROCOSMO

L’deogramma Reiki si può interpretare secondo differenti punti di vista. Una prima prospettiva lo vede come simbolo del Macrocosmo, ossia una dimensione universale assimilabile al Tao. Una seconda chiave di lettura lo vede come simbolo del Microcosmo, ossia la dimensione della natura e dell’uomo. Nel vuoto biancore, nello spazio eterno e infinito la prima pennellata, il primo segno simboleggia la nascita del Cielo, il Principio creatore, l’Uno.

L’IDEOGRAMMA “REI”, IL SIMBOLISMO DI OGNI SINGOLO TRATTO

Seguite ogni simbolo nell’immagine, appositamente numerato e che ora verrà spiegato.

1. È questa la dimensione del Macrocosmo, la creazione dell’Universo, del Tempo e dello Spazio, da parte di un Potere Soprannaturale.
2. In questo Cielo si muovono le nebulose, le galassie, ma anche le nuvole, le stagioni, le esistenze, le emozioni, i pensieri, gli stati d’animo. Dall’Uno nasce il Due, la polarità, l’aspetto duale della Luce e della Realtà.
3. Un tratto centrale, verticale, l’Energia creatrice, lo Spirito aleggia sulle acque. Nel Microcosmo il lento addensarsi di nubi originala pioggia, un tuono, forse un lampo e l’energia del Cielo discende sulla terra in forma di piccole gocce di acqua…
4. …il Due si manifesta come Tre. Lo spirito scende sulla materia, la permea di sé, la pervade e la anima. E giù sulla terra, tre bocche (il Tre, ossia la Vita) si aprono per ricevere la pioggia, corolle di fiori, campi riarsi, bocche di uomini stupiti, bocche di animali assetati, bocche parlano al cielo per ringraziare Dio dei doni dello Spirito, bocche si aprono nella preghiera…
5. L’ultima parte dell’ideogramma Rei rappresenta uomini e donne, posti tra Cielo e Terra, per esserne tramiti e partecipi attraverso la loro vita. Uomini e Donne vivono, danzano, pregano, ringraziano, costruiscono un tempio, il tempio del corpo e dell’esistenza. La Vita genera l’Uomo, la Donna, e i diecimila Esseri.
Tao, Infinito, Vuoto, Dio, Energia,Cielo, Nuvole, Pioggia, Uomini e Donne, Esseri Viventi… L’ideogramma Rei è completato, l’immagine evoca un Macrocosmo permeato di forza creatrice e nello stesso tempo, come in un dipinto, un Microcosmo di creature che attendono la pioggia come la più grande delle benedizioni e guardano al cielo con timore e trepidazione.

L’IDEOGRAMMA “KI” E I SUOI TRATTI

Nell’ ideogramma del Ki, tutto sembra riprodurre in piccolo quello spazio infinito in cui la potenza attende di divenire atto.
1. Una pentola che bolle, sbuffi di vapore… ma anche nuove nubi che si addensano e pioggia che scende ed evapora… l’anima. Con un poderoso salto simbolico abbiamo trasceso il tempo e lo spazio, le nuvole sono dentro di noi, sono i nostri sentimenti, la pioggia è la nostra capacità di scendere dentro noi stessi per rivelare la nostra vera natura. L’acqua ritorna verso l’alto, è la nostra anima, evapora verso il cielo, segno del nostro desiderio di Dio. “L’Anima dell’uomo somiglia all’acqua, dal cielo discende, al cielo risale di nuovo alla terra deve tornare in eterna vicenda…” (Goethe). La discesa dell’Energia Divina ci ha sospinti nelle profondità del nostro essere ed è qui che incontriamo il centro  il nucleo, l’essenza della nostra identità: l’atomo, il costituente base della materia, vorticante di energia, con il suo nucleo e i suoi elettroni.
2. Ma è anche un seme, un piccolo chicco di riso, un ghianda che acchiude la quercia, e simboleggia la nostra vera vita, la realizzazione delle nostre potenzialità.
3. Il Ki è dunque l’Essenza stessa della vita, la Materia che costituisce l’universo, la Forza Vitale che dall’interno anima gli Esseri e li spinge verso il compimento del loro destino. Reiki significa dunque nutrire il seme della nostra essenza con la pura energia dello Spirito,perch la nostra vita possa germogliare, radicarsi e crescere in forza e grandezza.
Ecco narrato, quasi come in una fiaba, il segreto di Rei e di Ki che si incontrano per dare vita a Reiki.
Reiki è dunque la rappresentazione dell’Universo, dove un Principio Creatore (Spirito) origina, crea, emana il Mondo Visibile (Materia) attraverso l’Energia.

[…]

REI, ENERGIA VITALE UNIVERSALE

Possiamo quindi definire l’ideogramma Rei come la rappresentazione dell’Energia che ci circonda. Da un punto di vista mistico o filosofico possiamo chiamarla Archè, Logos, Spirito, Luce, Dio, Brahman, Natura, Macrocosmo, Principio Primo, Motore Immobile… in realtà noi sperimentiamo ogni istante questa Energia Universale. In effetti etimologicamente la parola energia significa “forza che sta dentro”, dal greco èn-èrgon: forza di gravità, forza elettromagnetica, energia cinetica e calorica, ogni corpo dotato di massa sembra sottoposto a una continua interazione con numerose “forze”.

KI, ENERGIA VITALE INDIVIDUALE

Come abbiamo visto precedentemente illustrando l’ideogramma Ki, la sua possibile traduzione è Essenza Individuale, cioè quella peculiare caratteristica che distingue ogni essere da tutti gli altri. Seconda una interpretazione spirituale, filosofica o psicologica potremmo parlare anche di Anima, di Atmam, di Microcosmo, di Coscienza, di Psiche oppure più concretamente di Personalità, Individualità, Carattere, Identità.

– Estratto da “Il grande manuale del Reiki. Origini, filosofia, tecnica, apllicazioni.”. U. Carmignani, S. Oggioni, A. Magnoni. Edizioni L’Età dell’Acquario.

Ora potete capire come mai la scrittura per ideogrammi sia così densa di significato. Ogni ideogramma è un insieme di simboli, ogni ideogramma è quasi una storia. E l’ideogramma di Reiki ne è la prova, poiché condensa in sé tutta la grandezza, l’universalità, la filosofia e la spiritualità di questa tecnica di guarigione.
Spero di avervi fornito uno strumento utile a capire che ogni strumento di guarigione va usato con consapevolezza e rispetto della sua origine culturale. Non è necessario conoscere nel dettaglio la sua storia, conoscere tutte le sue influenze filosofiche e culturali…ma almeno conoscere il suo significato, lo spirito che in esso è racchiuso.

Vi abbraccio e vi auguro buona vita 🙂 🙂

Daniele (Nonmiricordochi)

La copia, citazione o riproduzione di questo articolo o di una sua parte è concessa esclusivamente con citazione esplicita della fonte e del blog, in rispetto del lavoro e dell’impegno di chi si impegna a scrivere e a trasmettere un messaggio.

Esperienze…Medianiche

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Foto di Raul durante le guarigioni spirituali

Spilimbergo, 9 e 10 maggio, presso la Palestra di Judo e Karate “Judo Club Fenati”.

È molto difficile per me scrivere di questi argomenti, e di queste esperienze vissute in prima persona. Difficile descrivere tutto ciò a cui ho assistito e le emozioni/sensazioni che ho provato.
Ma andiamo per ordine, con le necessarie premesse. Queste due giornate sono state oggetto di incontri incentrati sulla spiritualità e la medianità. A condurre il tutto è stata una simpaticissima sensitiva/medium bolognese, le sue quattro adorabili allieve/assistenti Fiorenza, Cristina, Valeria e Maura e il suo altrettanto simpatico marito Giuseppe, che hanno portato il nome della loro associazione “Betulla d’Argento” in terre Friulane.

SABATO 9:
La prima giornata, sabato, noi partecipanti ci ritroviamo tutti nella sede dell’incontro verso le 14. Il pomeriggio ci ha visti tutti partecipi in prima persona: Cristina (la sensitiva/medium) ci ha fatto presentare uno per uno, e ognuno dopo aver detto nome, lavoro ecc, ha ricevuto una “lettura istantanea” della propria interiorità…è indescrivibile ciò che si prova a sentirsi guardati dentro, da una persona sconosciuta e che non può in nessun modo sapere nulla di te. Ad alcuni ha parlato del passato, ad alcuni ha detto qualcosina su probabilità future, a qualcuno ha parlato della sua interiorità emotiva, spirituale ecc…a qualcuno ha portato il messaggio o la vicinanza di un caro defunto.
Ma Cristina non dice niente di sé??? Qualcosa dice, ma solo l’essenziale. Da subito, oltre alla sua grande simpatia ed esuberanza, è stata palese la sua grande umiltà. Non ha mai messo sé stessa, o le sue capacità, al di sopra del pubblico. Non ha perso tempo a descriversi e definirsi, a farsi auto-elogi “io sono X e Y, posso fare questo, ho studiato quest’altro” ecc. Ha messo in chiaro subito che i protagonisti, paradossalmente, eravamo noi. Infatti non ha voluto nemmeno che stessimo seduti sulle righe di sedie davanti ad una cattedra a lei destinata. Ha voluto subito metterci in cerchio, perché il cerchio rende tutti uguali, il cerchio lega, unisce. Soprattutto ha sottolineato che tutti abbiamo i doni, tutti abbiamo le capacità per poter vivere la medianità in prima persona. Basta accogliere questa verità, che molti personaggi decisamente non umili vogliono nascondere per farsi i propri grandi interessi. Durante il confronto si è anche espressa l’importanza di non dare MAI potere agli altri, siano essi maestri o guru di vario tipo. “Dovete dare potere solo a voi stessi, prendere il meglio da chi vi insegna e vi guida e poi staccarvi, in modo che non possa più esercitare potere su di voi”… questa è la sintesi del messaggio (uno dei tanti messaggi).
Insomma tra una presentazione e l’altra si è parlato tanto e di tante cose: spiritualità, religione, facoltà, meditazione…tutto sempre con armonia…quasi da eguali.
Il pomeriggio passa velocissimo e arriva il momento di congedarsi per la pausa cena, a cui poi seguirà una nuova sessione, questa volta dedicata a sedute di medianità in pubblico (per la precisione erano previste 3 sedute ma ne sono state fatte 5).
Ci si ritrova nella stessa sala, e questa volta per praticità ed esigenza di spazio, ci sediamo nelle righe di sedie predisposte. Dopo i convenevoli si comincia. Oltre a Cristina anche una sua allieva, Valeria, ha eseguito una seduta. Ovviamente la persona coinvolta in ogni singola seduta dipendeva non da una scelta prestabilita ma dell’entità che si presentava e dall’intensità delle sue intenzioni.
Non posso dilungarmi a descrivere nel dettaglio ciò a cui ho assistito. Posso dire che la veridicità dei contatti era indiscussa. Le entità, da quanto emerso e dimostrato, venivano viste nei loro aspetti fisiologici. Alcune sedute sono state anche delicate per la difficile situazione che il defunto portava alla luce e all’attenzione del famigliare presente. Alcune invece sono state commoventi per l’amore che ne emergeva. Terminata la serata ci siamo congedati dandoci appuntamento per il giorno seguente. Ciò che è emerso poi è il profondo coinvolgimento energetico di chi canalizza. Cristina, probabilmente (penso) per la sua lunga esperienza, è stata pronta a sostenere la sua collega quando il contatto si faceva più intenso e impegnativo.

DOMENICA 10: pomeriggio dedicato alle guarigioni spirituali. Come per la sera prima, se ne sarebbero dovute fare solo 4/5, ma alla fine TUTTI hanno ricevuto la guarigione. Nella sala, metà spazio dedicato alle sedie e l’altra metà ai materassini e agli strumenti che hanno accompagnato le sedute, ma soprattutto lo spazio era dedicato ai movimenti di tutta la “squadra Betulla d’Argento”, perché Cristina operava materialmente con l’energia della persona, ma c’era anche tutto un accompagnamento spirituale/musicale: il marito Giuseppe suonava il tamburo sciamanico, Cristina (no, non la stessa :)) il flauto traverso (in trance), Maura il tamburo Djembe, Fiorenza il gong e Valeria le campane tibetane. Il tutto accompagnato anche da movimenti, quindi in dinamicità. Anche il pubblico ha partecipato, in modo meno esplicito ma ognuno era lì per un motivo…tutti eravamo lì perché dovevamo esserci.
Ci tengo a precisare che in questo contesto con “guarigione” non si intende che prima hai un problema e il momento dopo non c’è piu. In questo caso la guarigione che si riceve è un inizio, è un…aggiustamento energetico, che porta ad un aggiustamento di consapevolezze che porta quindi alla risoluzione o ad un aggiustamento di determinate problematiche…ovviamente nella misura in cui il ricevente accetta la guarigione. Non sono sicuro di aver dato una spiegazione degna…ma questo è quello che ho sentito.
Non descrivo le guarigioni, ma come venivano effettuate in linea generale (ogni guarigione poi ha avuto modalità e dinamiche a sé stanti).
Ognuno si è disteso sul materassino, occhi chiusi, e gli strumenti sono partiti secondo l’ordine ispirato dell’energia del momento, mentre Cristina operava a livello energetico dove serviva e nelle modalità opportune.
Scusate se non sono più preciso ma certe cose me le porto solo nel cuore…senza parole, senza descrizione, ma così come sono.
Per tirare le somme: grazie, grazie a voi…degli scambi energetici ma anche umani…così sinceri e fatti così col cuore ce ne sono pochi. Lo dico perché ultimamente partecipo a varie cose ma noto che spesso l’ego la fa da padrone…c’è sempre un dislivello tra chi conduce e chi partecipa…e non ci si risparmia dal rendere ben noti i propri titoli ecc. Cosa che nei nostri incontri non è accaduta e non ho percepito…per questo mi avete toccato il cuore 🙂

Un ringraziamento super speciale a Raul per aver gestito, accolto e assistito i partecipanti, predisponendo al meglio l’ambiente e l’occorrente.
Dopo le guarigioni spirituali ha avuto luogo la cerimonia del Naming di Maura, cioè l’assegnazione del nome spirituale. Purtroppo non ho partecipato ma è stato sicuramente un momento speciale. Complimenti e auguri Maura per il tuo stupendo percorso 🙂

E infine un grande gigantesco grazie a BETULLA D’ARGENTO, a Cristina, Giuseppe, Valeria, Sonia, Maura…per averci dato così tanto e con tanta umiltà. Mi auguro che torniate presto 🙂

Buona Vita 🙂
Nonmiricordochi (Daniele)

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Quando la Natura entra nell’anima…

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Immagine da repertorio Google Images

Quando la Natura entra nell’anima…capisci che non è solo Natura. Capisci che è vivente non solo ad un livello fisiologico, ma energetico…è viva a livello di coscienza.
E quando si parla di coscienza, non ci sono mai limiti, mai separazioni. La mia coscienza (intesa come coscienza dell’essere) è la tua coscienza, la coscienza del pianeta è in me e io in essa, ed è nella coscienza universale come la coscienza universale è in me.
Non c’è separazione…questo è il grande segreto che l’umanità non comprende. La separazione è illusione, ego.

Quando siamo nella Natura, essa ci avvolge, ci comunica…perché è in noi, È NOI. Come potrebbe mai suscitare emozioni così profonde e ancestrali se così non fosse? È una consapevolezza molto radicata nelle popolazioni aborigene, nella tradizione sciamanica.

Senza spingersi verso discussioni complicate, possiamo semplicemente dire che in linea di massima tutti subiscono degli effetti dal contatto con essa, ad un livello variabilmente intimo e profondo.

William Wordsworth è uno dei poeti più famosi del romanticismo inglese, romanticismo che tra i suoi temi vantava proprio quello del contatto con la Natura, intesa sì come realtà materiale, ma anche dotata di una parte oltre il materiale, una parte che può essere definita come l’anima per noi umani.
Wordsworth in particolare era molto sensibile…aveva un rapporto molto diretto con la Natura. Si dice che fosse sensitivo…altre fonti dicono che fosse oppiomane (ai tempi l’oppio era la droga per eccellenza).
A parer mio poco importa…se fosse la droga la causa delle sue bellissime poesie, allora oggi saremmo pieni zeppi di poeti…in erba 😀 (pessima battuta!).

Wordsworth si sente parte della Natura e allo stesso tempo se la sente dentro, per le sensazioni e le emozioni che fa sorgere nel suo cuore.

Il mio cuore freme
quando osservo un arcobaleno nel cielo

Questo verso deriva dalla poesia su cui, tra l’altro, ho imbastito la mia home page, “My Heart Leaps Up”. Ed è un piccolo esempio di come la Natura e le sue manifestazioni influiscano su di lui, interagiscano con il suo stesso essere.
Quello che lui prova per la Natura è una autentica devozione.

e mi auguro che i miei giorni
siano legati l’uno all’altro
dalla devozione alla Natura

dice nella stessa poesia.

Quello che vi porto però è un altro splendido e delicato esempio di poesia, che vi trasporterà nella sua magica dimensione dove natura e spiritualità si fondono per diventare una cosa sola. Lasciatevi avvolgere e fatevi trasportare dalle immagini che suscita…spero che abbiate la voglia di condividere con me, in seguito, ciò che pensate o ciò che avete sentito.

Giunchiglie *

Vagavo solo come una nuvola
che fluttua in alto su valli e colline
quando d’un tratto vidi una folla
un esercito di dorate giunchiglie;
presso il lago, sotto gli alberi
ondeggianti e danzanti nel vento.

Continue come stelle che splendono
e brillano nella Via Lattea
si stendevano in linea infinita
lungo il margine di una baia
Diecimila ne vidi in uno sguardo
scuotere il capo in vivace danza.

Le onde lì accanto danzavano; ma queste
superavano in gaiezza le onde splendenti:
Un poeta non può che gioire
in sì gioconda compagnia:
Guardavo – guardavo – ma non pensavo
alla ricchezza che tal vista mi aveva dato:

Poiché spesso, quando giaccio sul sofà
d’umore pensoso o indolente
esse brillano su quell’occhio interiore
che è la gioia della solitudine
ed ecco, il mio cuore di gioia si empie
e danza insieme alle giunchiglie.

* “Giunchiglie” è un termine generico che si riferisce a una grande varietà di fiori molto comuni che crescono in primavera (vedi foto). In italiano il nome più adatto è Narciso, che si riferisce in modo specifico ai fiori presenti in foto e a cui si riferiva il poeta stesso.

Testo in lingua originale inglese:

Daffodils

I wandered lonely as a cloud
That floats on high o’er vales and hills,
When all at once I saw a crowd,
A host, of golden daffodils;
Beside the lake, beneath the trees,
Fluttering and dancing in the breeze.

Continuous as the stars that shine
And twinkle on the milky way,
They stretched in never-ending line
Along the margin of a bay:
Ten thousand saw I at a glance,
Tossing their heads in sprightly dance.

The waves beside them danced; but they
Out-did the sparkling waves in glee:
A poet could not but be gay,
In such a jocund company:
I gazed — and gazed — but little thought
What wealth the show to me had brought:

For oft, when on my couch I lie
In vacant or in pensive mood,
They flash upon that inward eye
Which is the bliss of solitude;
And then my heart with pleasure fills,
And dances with the daffodils.

Mi auguro con tutto il cuore che vi sia piaciuta la poesia e l’articolo 🙂
Come sempre vi invito a condividere con me le vostre impressioni se ne avete voglia.

Buona serata e buona vita 🙂
Nonmiricordochi (Daniele T.)

Testo riproducibile con citazione della fonte, eccetto le poesie e l’immagine che non mi appartengono e sono quindi riproducibili senza vincoli.

Perchè anche gli animali sono esseri spirituali in evoluzione…

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L’anima è uguale in tutti gli esseri viventi, sebbene il corpo di ognuno sia differente. (Ippocrate)

Per chi come me ha al suo fianco un animale domestico, non sarà possibile negare che nei nostri amici pelosi si nasconde qualcosa di infinito, di indescrivibile. Un’anima tanto profonda quanto la nostra, che trapela dai loro occhi in ogni sguardo che ci rivolgono. Guardandoli intensamente si può quasi percepire l’essenza del loro spirito. Uno spirito selvaggio, in cerca di un’altro spirito affine con cui trascorrere l’esistenza.

Più stanno al nostro fianco, più i nostri piccoli amici acquisiscono un comportamento peculiare, sviluppano tratti di personalità ben definiti e individuali. Il loro spirito selvaggio (selvaggio nel senso che è fortemente legato alla natura) si “umanizza”, ma non perde mai le sue radici.

Nel brano che vi propongo uno dei miei scrittori preferiti spiega l’immensità spirituale che celano i nostri amici animali, spiega quanto il loro legame con noi sia sempre bilaterale: è uno scampio evolutivo.

Non perdetevi questo passaggio, imparerete qualcosa che forse cambierà il vostro modo di concepire il rapporto con il vostro Amico Animale 🙂

” […] Per l’egocentrismo dell’era moderna, gli esseri umani sono diventati sovrani, e sono ritenuti i soli esseri coscienti sul pianeta. Ritornando al sè della Natura, individuiamo l’errore di questo modo di pensare.
Solo perchè gli animali e le piante non parlano, non significa che non possano comunicare e che non abbiano una consapevolezza. Alcune specie evolute di animali hanno schemi di comportamento sociali molto complessi e possiedono i rudimenti del linguaggio. Gli animali domestici hanno un comportamento più sofisticato rispetto agli animali selvatici a causa della loro interazione con gli esseri umani: sviluppano presto una “personalità” che risulta trasparente. 
É stupido dire che un animale non ha sentimenti e pensieri, e soprattutto che non comunica.
Se hai un piccolo animale domestico, prendilo in braccio, chiudi gli occhi e ascolta il suo cuore. Imparerai qualcosa di totalmente nuovo sul tuo piccolo compagno. Ti parlerà. Ti accorgerai che la tua relazione con lui, il fatto stesso di rivolgergli l’attenzione e di concentrarsi su di lui, lo porta nella TUA evoluzione: la sua spiritualità è dentro la tua, giungi a comprendere che fa affidamento su di te per la sua crescita spirituale. Quando non sei nei paraggi, esso ritorna allo spirito animale collettivo al quale appartiene. Ma non appena ti mostri, fa un balzo fuori da quello spirito collettivo, si rende più individualizzato, e si protende verso di te: con questo movimento “avanti e indietro” sviluppa la personalità, il primo passo verso un’anima individualizzata. PERCHÉ ANIMA NON è ALTRO CHE IL TERMINE SPIRITUALE CHE USIAMO PER I TRATTI E LE MEMORIE COSTITUENTI LA PERSONALITÀ UMANA.
Il processo dell’evoluzione spirituale degli animali non è affatto differente da quello umano. Cosa siamo se non animali che si sono evoluti un po’ più di quanto abbiano fatto gli altri? SIAMO FATTI DI POLVERE DI STELLE ESTINTE, E TALE POLVERE SI è FATTA STRADA NEL BRODO PRIMORDIALE esistente sulla Terra alle origini. OGNI COSA VIVENTE OGGI PROVIENE IN UN MODO O NELL’ALTRO DA QUEL BRODO PRIMORDIALE. Chi può dire che un tipo di evoluzione sia più speciale di un altro?.” 

Se vi piace e siete d’accordo con me sull’importanza e sulla profondità del rapporto con i nostri Animali, aiutatemi a condividere questo articoletto.

Ci tengo particolarmente.
Un grazie di cuore, anche solo per averlo letto 🙂

Nonmiricordochi (Daniele)

Riproduzione e copia consentite CON CITAZIONE DELLA FONTE.

Il nuovo anno che non c’è

Photo by (c)  Nonmiricordochi (Daniele T.)
Photo by (c) Nonmiricordochi (Daniele T.)

Dopo tanta
nebbia
a una
a una
si svelano
le stelle

Respiro
il fresco
che mi lascia
il colore del cielo

Mi riconosco
immagine
passeggera
Presa in un giro
immortale

G. UNGARETTI, “SERENO”

Vorrei farvi subito gli auguri per questo anno che sta per finire e per quello che sta per iniziare. Non credo molto al “anno nuovo vita nuova”, forse perché non credo che i cambiamenti e i percorsi che scegliamo per noi possano essere motivati semplicemente da un anno nuovo che inizia.
“Farò, penserò, prometto, mi impegnerò” sono promesse che facciamo a noi stessi e non a un nuovo anno che inizia.

Se bastasse un nuovo anno per mantenere fede ai nostri patti con noi stessi, probabilmente avremmo raggiunto gran parte dei nostri obiettivi, probabilmente avremmo migliorato noi stessi, avremmo iniziato nuovi percorsi.
Invece in questo giorno tanto speciale quanto normale, prevale la romantica idea che davvero la vita cambi semplicemente passando da un numero al successivo (in fondo capodanno non è altro che questo), semplicemente stilando una lista di propositi…ignorando completamente che non siamo in grado nemmeno di portare a termine ciò che ci prefissiamo per il giorno dopo.

L’errore più grande però è dare potere al tempo, dare potere a ciò che è esterno a noi: “se il tempo lo concederà, se il tempo sarà favorevole, se mi sarà concesso, se me lo permetteranno” e altre frasi del genere. È a noi stessi che dobbiamo dare potere…il tempo di per sé non cambia le cose e non cambia noi, siamo noi a cambiare NEL tempo ma solo se ce lo concediamo, se ne abbiamo il coraggio. Molte persone vivono situazioni sempre diverse ma rimangono perennemente le stesse. Non si aprono al cambiamento e agli insegnamenti che esso comporta, credono o alla loro stessa legge o a quella dettata dagli altri, dalla famiglia, dagli amici, dalle persone estranee.
Ci si arrabbia qundo non si riesce a portare avanti un progetto, un percorso, un cammino…e non ci si rende conto che non è colpa della sfortuna, degli altri e nemmeno di noi stessi: semplicemente non siamo abbastanza consapevoli di ciò che siamo e che sentiamo nel profondo: che magari non siamo pronti, non abbiamo giuste motivazioni, che non abbiamo idee chiare o una base emotiva solida. Di conseguenza perdiamo la fiducia…ci rattristiamo e, oltre a non comunicare più con noi stessi non comunichiamo più con l’universo, con l’energia che ci circonda e di cui FACCIAMO PARTE.

Ogni cosa matura nel suo tempo, senza badare ad anni che finiscono e anni che iniziano, questa è la grande verità da accettare, questa è la vera consapevolezza che ci manca, che non ci concediamo, che non vogliamo nemmeno considerare.

Io sono piuttosto giovane, ma ho sofferto molto per alcuni percorsi che avrei voluto iniziare e che non ho iniziato per anni, soffrendo. Oggi posso dire di aver sbloccato questa situazione, ma solo ed esclusivamente perchè IO sono cambiato, non i problemi che ho. Quelli li ho ancora tuttitutti…e pensare che davo la colpa a loro! E invece no…ero io. Il bello è che ho capito davvero che ogni cosa avviene al giusto tempo, quando ci sono i presupposti adatti.
Ora me ne rendo conto, non sarebbe potuto esserci momento migliore di questo per iniziare i percorsi che tanto desideravo, perché ho subito dei cambiamenti che erano necessari.

Qualsiasi sia l’energia che orchestra l’universo e che ci pervade, essa ci porta mano per mano dove vogliamo ma non quando vogliamo. E ha ragione a non assecondarci. Spesso nemmeno noi sappiamo quale sia la via più giusta, il tempo giusto, ma c’è sempre chi ci assiste.
Dobbiamo solo ricordarci che facciamo parte di quel “giro immortale” di cui parla Ungaretti, riconquistarne la consapevolezza. Ricollegarci a quel flusso. Siamo esseri infiniti in un mondo finito, per evolverci e crescere quanto più possibile.

Impariamo a guardare il cielo e a vedere le stesse anche quando piove, solo così le nubi spariranno e respireremo il “fresco che ci lascia il colore del cielo”.

Spero che il nuovo anno regali a tutti noi tanti nuovi motivi per ringraziare, non tanto le cose ma le persone, per quello che volontariamente o meno ci regalano.

Ora mi riconosco anch’io parte di quel “giro immortale”.

Spero che questi auguri così strani vi piacciano e possano essere un punto di vista utile 🙂

Se vi piacciono vi invito a condividerli e magari a scambiare le vostre impressioni.

Un abbraccio, Nonmiricordochi (Daniele)

Difficoltà e…identità.

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Questo scrive Rainer Maria Rilke sulle difficoltà, su quei pesi e su quelle prove che la vita ci carica sulle spalle come un grande, grosso, zaino che a volte pare avere un peso insostenibile.

Penso che a ognuno di noi sia capitato di chiedersi “perché proprio a me?”, ” cosa ho fatto di male per meritarmi questo?”.

Domande a volte davvero legittime ma che trovano risposte così varie e, spesso, così astratte da non essere poi di grande aiuto.

Ci sarà chi, come me, sosterrà che niente succede per caso, che tutto ha un senso per noi stessi, che ogni singolo avvenimento ci offre insegnamenti e opportunità di conoscerci sempre più profondamente. Molte sono le discipline che sostengono questo modo di interpretare: si va dalla programmazione neuro-linguistica, alla legge dell’attrazione, persino alle religioni orientali fondate sul Karma e sulla reincarnazione e molte altre ancora.

La PNL (Programmazione neurolinguistica), e in parte anche la legge dell’attrazione, hanno riscontrato ultimamente un crescente e vivo interesse da parte delle persone, questo perché attribuiscono la responsabilità di ciò che viviamo a noi stessi e, più precisamente, al modo in cui vengono elaborati i nostri pensieri, le nostre idee, al modo pratico in cui pensiamo insomma. Questa “rivelazione” spinge molte persone a porsi delle domande e a fare attenzione al proprio modo di pensare, cercando di eliminare quei processi mentali ritenuti dannosi. Giusto per fare un esempio, la PNL consiglia di non focalizzarsi mai su ciò che non si vuole ma su ciò che si vuole. Ma perché? Perché altrimenti il cervello inconscio ti porterà a vivere dei vissuti in cui il risultato finale sarà proprio ciò che non volevi. Il “cervello inconscio” è una parte del cervello che ragiona e funziona a modo suo, che elabora pensieri e desideri trovando (appunto in modo INCONSCIO) le soluzioni per raggiungere e realizzare i pensieri e i desideri stessi. È proprio per questo che la PNL sostiene l’importanza di dargli degli Input corretti, in modo da non ottenere ciò che non si desidera.

Per quanto possa sembrare innovativa questa disciplina, che ad oggi è considerata una pseudoscienza, e per quanto ci siano altre teorie, religioni, filosofie che rispondono in modo diverso alle sopra citate domande, Rilke è l’unico che ha offerto un punto di vista decisamente diverso, un punto di vista che fa riflettere: Rilke ha messo sullo stesso piano le difficoltà dell’uomo con la sua identità.

Perché nella mia difficoltà voglio riconoscermi.

Questa frase, per quanto semplice e apparentemente banale, racchiude un concetto e un senso profondissimi, amplificati poi dalle frasi che la circondano.

Rilke scrive della vita come di un racconto che ha un inizio, uno svolgimento e una fine (un destino). In questo racconto si incontrano persone, a volte si condivide qualche capitolo con esse, ma alla fine ognuno inizia e conclude il suo racconto per sé stesso. Ed è qui che entrano in gioco le difficoltà. Queste risultano a tutti molto antipatiche, molto negative, qualcosa di cui è meglio non parlare: delle parti di racconto che nessuno vuole leggere, e che nessuno vorrebbe leggere NEL RACCONTO DELLA PROPRIA VITA, passata o futura. Ma questo non è possibile perché nemmeno le favole sono prive di difficoltà.

Ma fermiamoci un attimo. Facciamo un respiro e decidiamo, per qualche istante, di voler leggere i capitoli bui, invece di cercare di isolarli dal libro, dal nostro racconto, cerchiamo di comprenderli, di accettarli come parte integrante del racconto. Ecco che quando questo sforzo viene premiato, e ha successo, dentro di noi si compie un miracolo, un miracolo che Rilke ha scritto in parole: riusciremo a trovare in quei capitolo il riflesso di noi stessi, di noi stessi nella nostra interezza. Realizziamo che fino ad ora ci eravamo identificati con le gioie, i periodi felici che, sia chiaro, non è sbagliato, ci mancherebbe! Ma essi non sono noi, sono una parte di noi. Non è solo merito loro se siamo quel che siamo, ma anche di quei capitoli che tenevamo nascosti. Scopriremo che quanto di più bello ci portiamo dentro, è frutto anche e (forse) soprattutto di quei capitoli.

“Vivi la tua vita, e comprendi che le difficoltà sono parte del TUO percorso, del TUO racconto, e fai in modo di accettarle come parte integrante della tua identità, senza paura di riconoscerle a te stesso e agli altri. Perché quelle difficoltà ti porteranno lontano”. Questo sembra essere il messaggio di Rilke, il suo inno alle difficoltà che tanto ci atterranno, ma che tanto ci fanno crescere.

– DAN –

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