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Aiutare gli altri è un’arte, NON aiutarli… pure!

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Immagine da repertorio Google Images

Mettiamola così:
Ognuno ha il diritto di essere consapevole di tutto ciò che riguarda gli aspetti della sua vita, ma ha anche il diritto di NON esserlo.
Ognuno decide, anche nell’inconsapevolezza, come gestire tali aspetti.
Questo diritto sacrosanto genera delle implicazioni per il soggetto stesso ma anche per chi è esterno alla sua vita.
Chi è in possesso di informazioni, anche se certe, o chi ha il dono di poterle “cogliere” da fonti diciamo… non convenzionali, non è in pieno diritto di entrare a gamba tesa nella vita altrui e di forzarne le decisioni, anche se da quel punto di vista sembra la scelta migliore.
Ogni persona ha un cammino da compiere e dei muri da abbattere, e spesso abbatterli può essere doloroso ma necessario.
Agli occhi di chi osserva da fuori può sembrare un atto caritatevole cercare di convincere, di influenzare, di svelare, di informare le persone… spesso però non è così.
Al di là del sostegno, della vicinanza, del supporto… che sono atti amorevoli e rispettosi, ogni altro tipo di forzatura, sebbene in buona fede, è un varcare il confine e invadere uno spazio che non è il nostro.

Chiediamoci sempre quali sono le nostre reali intenzioni nel voler intervenire nella sfera personale (quindi mentale, energetica ecc) delle persone. Lo facciamo in modo del tutto disinteressato? Lo facciamo perché eleviamo il nostro punto di vista e le informazioni che abbiamo a verità assoluta? Lo facciamo per dimostrarci potenti, per avere riconoscimento?

Ma soprattutto… è opportuno il nostro intervento? è consono? è congruente con il cammino che la persona sta portando avanti?

Avere il dono di essere sensibili e, in certi casi, di “cogliere” informazioni nascoste, non ci rende automaticamente in grado di affrontare queste considerazioni con distacco e neutralità. Purtroppo questo aspetto non dipende da ciò che siamo in grado di cogliere a livello sottile, ma dipende dall’apertura del cuore. Due funzioni che in alcuni casi possono essere addirittura inversamente proporzionali.
Questa apertura permette di entrare in sintonia con chi abbiamo di fronte, di amarlo e riconoscerlo come Essere in cammino, e quindi di rispettarlo. A questo punto si sarà veramente in grado di percepire se possiamo fare qualcosa, se possiamo almeno provarci, e come. Ricordandoci sempre e comunque che aiutare è aiutarSI, che sostenere è sostenerSI, che accompagnare è accompagnarSI. Nulla è a senso unico ma è disposto in modo che ci sia uno scambio reciproco. Non spogliamoci MAI di questa umile consapevolezza.

Ognuno intenda ciò che può e vuol intendere 😊

Un caro saluto,
Daniele T. 

 

La copia o la citazione di questo scritto sono consentite con citazione della fonte senza modifiche alcune. Testo a cura di (c) Daniele T. Percorsi Di Luce; immagine da repertorio Google Images.

Difendersi con il silenzio

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Immagine da repertorio Google Images

Non sono mai stato un tipo di quelli che combatte per i suoi sogni, che dà il massimo per i suoi progetti. Sfortunatamente sono sempre stato suscettibile alle influenze esterne…ai pareri, alle opinioni, alla considerazione altrui.
Negli ultimi anni però ho sentito il desiderio sempre più forte di scoprire la mia energia…e di riappropiarmene. Perché non l’ho mai sentita mia. Ogni volta che mettevo da parte le mie vere intenzioni, influenzato da altri… IO gli regalavo una parte di me e della mia energia.

La cosa che più mi ha colpito è stato lo scoprire che tutti cerchiamo senza nemmeno accorgercene di prendere energia dagli altri. Con il controllo, il condizionamento, il dubbio, la paura.
Ed è un dato di fatto che viviamo in un momento in cui chi ha delle idee e delle prerogative più ampie della media, viene visto come un sognatore, piuttosto che come un illuso o quant’altro. Anche se non è necessario parlare di grandi cose per entrare in questo meccanismo, anzi il tutto è valido per questioni di massima ordinarietà.

C’è chi è talmente “forte” e pienamente centrato in sé stesso, da essere automaticamente schermato da qualsiasi energia/influenza che venga dall’esterno. Sono persone speciali…le si nota fin da subito perché hanno quel “qualcosa” in più, hanno un’energia estremamente viva e splendente, brillano di luce propria e riescono nei loro intenti.
Io invece, che non ho questa dote naturale, mi sono reso conto che purtroppo il miglior modo per RIPRENDERSI la propria energia, diventarne pienamente padrone e impedire agli altri di intaccarla è… Il silenzio. Certe volte è meglio non condividere i propri progetti, le proprie idee, non perdere tempo a fornire dettagli e spiegazioni…ci si ritrova spesso a confrontarsi con persone che non possono capire, che non sono abituate al mettersi in gioco. È meglio invece, senza presunzione di superiorità, tenersi progetti e idee stretti nella propria interiorità, e procedere passo dopo passo a realizzarle, tirando in ballo quante meno persone possibili. Poche ma…BUONE! Solo persone da cui si può imparare e che non hanno secondi fini nell’insegnare.
Già avere a che fare con I PROPRI dubbi a volte non è facile…non bisogna permettere che anche le energie altrui si intromettano.
Perché, per quanto mi riguarda, riprendere e riaffermare il potere che ho spesso mi risulta troppo difficile…non riesco sempre a schermarmi da tutti i dubbi, tutte le incertezze che le persone ti mettono addosso…per questo penso che il silenzio a volte sia meglio, perché ti permette di respirare e liberarti da ciò che è esterno, ciò che non è tuo, pur capendo che gli altri hanno il loro percorso…infatti non è questione di superiorità…è questione di proteggersi pur sapendo che gli altri non sono cattivi o inferiori oche altro…non si tratta di questo 🙂

Man mano che la consapevolezza della propria energia, e del proprio potere, cresce…cresce anche la capacità di diventare immuni dal controllo, dallo scippo di energia da parte degli altri. Dopo questo traguardo, che si dica o non si dica ciò che abbiamo dentro, non fa più differenza. Sarà comunque libertà.

Non so se siete d’accordo…io non voglio insegnare niente…è solo il mio vissuto…il modo in cui vedo ORA questa cosa. Se vi va, ditemi cosa ne pensate 🙂

Buona Vita! 🙂 👍
Nonmiricordochi (Daniele) ☺

Testo riproducibile e copiabile CON CITAZIONE DELLA FONTE.

Citando Osho: Riflessioni Pasquali

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Immagine tratta da repertorio Google Images

“La mente scaturisce dal passato. La consapevolezza non è mai frutto del passato: nasce sempre da questo momento. La mente è tempo, la consapevolezza eternità.
La mente si muove da un momento all’altro, su un piano orizzontale. È simile a un treno: passato e futuro sono come vagoni in fila su un piano orizzontale.
La consapevolezza è verticale: non proviene dal passato e non va nel futuro. In questo momento si tuffa verticalmente nell’abisso o si innalza verticalmente alle vette.

Questo è il significato del Cristo sulla croce, che i cristiani hanno frainteso totalmente: la croce non è altro che un’immagine, un simbolo dell’incontro tra due linee: verticale e orizzontale.
Le mani di Cristo sono aperte sull’orizzontale.
Tutto il suo Essere, eccetto le mani, è disposto sulla verticale. Cosa significa? Vuol dire che l’azione avviene nel tempo, mentre l’essere è al di là di esso. Le mani simboleggiano l’azione: Gesù è crocifisso con le mani sulla linea orizzontale, nel tempo.

L’azione avviene nel tempo. Il pensiero è un’azione, un’azione della mente; anche quella avviene nel tempo. Sarà bene ricordare che le mani sono la parte più esterna del cervello. La mente e le mani sono una cosa sola; la testa è unita alle mani. La tua testa ha due emisferi: quello destro è collegato alla mano sinistra, quello sinistro alla mano destra.
Le mani sono i prolungamenti della mente nel mondo, le estensioni della mente nella materia, perché la mente è anche una forma sottile di materia.
Tutte le azioni, fisiche o mentali, avvengono nel tempo.

Il tuo essere è verticale. Scende negli abissi o si innalza nelle vette, ma non si sposta di lato.
Quando giudichi una cosa, per esempio, sei sempre più identificato con l’orizzontale; come puoi giudicare, altrimenti? Per giudicare, è necessario il passato; o forse tu sei in grado di giudicare qualcosa senza chiamare in causa il passato? Come faresti, da dove ricaveresti i criteri?

Quando non chiami in causa il passato, verrà alla luce una bellezza di qualità completamente diversa. Non sarà un tuo giudizio, non verrà dalla tua mente; non sarà qualcosa di imposto né sarà un’interpretazione.
Semplicemente, sarà una “partecipazione” a ciò che guardi qui ed ora, una partecipazione profonda al suo mistero, a questa cosa o persona o situazione nel presente. In quel momento la persona non è né bella né brutta; tutti i giudizi sono scomparsi.
Al loro posto c’è un mistero ignoto, senza nome e al di là del giudizio…e solo in quel momento, al di là del giudizio, sboccia l’amore.
L’amore non è possibile in presenza della mente.

Quando guardi una persona e partecipi senza giudizio – bella o brutta, buona o cattiva, santa o peccatrice – , quando non giudichi, ma semplicemente guardi nei suoi occhi senza giudizio, all’improvviso avviene un incontro, una fusione delle energie. Questa fusione è bellissima, di una bellezza totalmente diversa da tutte quelle che hai conosciuto. Tu hai conosciuto la bellezza della forma, questa è la bellezza del senza forma; hai conosciuto la bellezza del corpo, questa è la bellezza dell’anima; hai conosciuto la bellezza della periferia, questa è la bellezza del centro. Questa è bellezza immortale.

Questo è il significato della croce di Gesù: è una morte. Passare dall’orizzontale al verticale è la morte, la morte autentica. Ma è morte solo da un lato della medaglia; dall’altro, è resurrezione. È morire per rinascere; morire in una dimensione per rinascere in un’altra. In orizzontale sei Gesù, in verticale diventi il Cristo.

Ricorda queste parole: sulla linea orizzontale ti muovi spinto dai motivi. Devi raggiungere, ottenere qualcosa: soldi, prestigio, potere, in ogni caso esiste una motivazione. Un movimento dettato da motivi sottintende sonno.
Un movimento libero da motivi vuol dire consapevolezza. Ti muovi perché muoversi è pura gioia, perché il movimento è vita; ti muovi perché la vita è energia e l’energia è movimento.
Ti muovi perché l’energia è piacere, delizia, non per altri motivi. Il tuo movimento non ha scopo, non stai inseguendo alcun risultato. In realtà, non stai andando da nessuna parte, non ti stai muovendo affatto. Ti stai semplicemente godendo l’energia.”

– Tratto da “Liberi Di Essere”, Osho, Edizioni Mondadori

Di solito inserisco sempre un mio commento, una mia interpretazione alle citazioni che condivido. Questa volta però non lo farò…l’istinto mi dice di proporvi queste parole e di lasciare fluire a voi liberamente, perché facciano nascere qualcosa…
Mi farebbe piacere sapere se questo accade e cosa ne pensate…ma per esperienza so che nessuno si prenderà la briga di commentare descrivendo le proprie sensazioni 😛

Non mi resta che augurarvi buone feste e buona vita cari lettori/lettrici 🙂

Nonmiricordochi (Daniele T.)